venerdì 20 novembre 2009

Cina n.6 - Hong kong e Macau


Lo stato di Hong Kong ha una amministazione speciale dal 1999, essendo passato da colonia inglese a territorio della Cina a tutti gli effetti, mantiene però un'amministrazione autonoma. Dei territori fanno parte la penisola di Kowloon, Hong Kong Island, l'isola di Lantau dove si trova l'aeroporto e il parco di Disneyland e il grande buddha seduto, più una miriade di isolotti.
Dall'aeroporto ci dirigiamo alla città con la navetta apposita e il cielo sembra promettere bene....qui, la densità di popolazione è molto alta.....lo spazio è prezioso e quindi lo sviluppo abitativo è sfruttato in altezza......ma anche a Kowloon sulla terra ferma dirimpetto all'isola è la stessa cosa......e noi alloggeremo lì..........


l'autista probabilmente abituato, sa districarsi nel centro nonostante il notevole traffico .........e una volta arrivati in albergo e sbrigate le procedure dell'arrivo alla reception, ce ne scendiamo subito..........



e ci avviamo verso la passeggiata sul lungomare, con sullo sfondo lo skyline dell'isola di Hong kong........dove la dea del cinema  ci accoglie all'ingresso della via.......


che chiamano Avenue of stars, scimiottando un po' quella che è la Walk the fame di Los Angeles...........

 
mettendo anche loro le stelle inserite nel pavimento con nomi e talvolta con le impronte delle mani, di attori famosi (ovviamente a noi sconosciuti) ..........


vi sono anche statue dello staff produzione-film che aspettano tranquille per farsi una foto con i turisti.......

 
e non poteva mancare lui...l'artista di film con scene di arti marziali, forse più conosciuto.....Bruce Lee.........
 
la mattina successiva ci aspettava un'escursione al Victoria peak, e avviandoci passiamo davanti al museo dello spazio dalla forma di una mezza sfera bianca..........


salendo per una strada tortuosa e affiancata da una lussoreggiante vegetazione.......


si arriva al punto panoramico chiamato Victoria peack,  in onore dell' allora regina inglese, ai tempi della colonializzazione...........vi hanno costruito questa torre,a cui è stata data questa forma per non svettare troppo in alto non andando così a coprire  in qualche modo il panorama delle isole circostanti......nella torre oltre che a negozi e bar vi è anche l'arrivo della funicolare.......


da qui è un bello spettacolo per gli occhi..........


e lo sguardo spazia in lungo e in largo .........


una volta scesi veniamo accompagnati ad un tempio fatto costruire dai pescatori del posto che ringraziavano così i loro dei per la pesca.....un tempio molto fai da te ricoperto da piccole piastrelline .....

e con dragoni  a bocca spalancata.........


lui invece è il signor Hu, che ci faceva da guida.........ornato di bracciali, anello, pendente, cintura e portachiavi tutto rigorosamente in giada...pietra considerata portafortuna e preziosa...era molto cinese anche nella parlata a cui mancava la erre....e poi ogni tanto se ne usciva con una risatina quasi da cartone animato...decisamente un personaggio  molto originale.....



sotto al tempio si apriva una bella spiaggia, ma dato che i cinesi non amano l'abbronzatura...era praticamente deserta.................


e visto che la temperatura era abbondantemente oltre i 30 gradi e che gli ombrelli qui si usano per il sole, ci siamo adattati anche noi alle usanze locali...........va bè l'ombrellino era scozzese e non si sarebbe prestato molto al posto, ma ai turisti si può perdonare l'anomalia...


poi ci siamo diretti al villaggio di pescatori di Aberdeen, passando davanti ad uno dei ristoranti più conosciuti anche per la particolarità di essere una grande imbarcazione che si chiama appunto Jumbo....sicuramente molto turistico........


ci siamo inoltrati tra varie barche ormeggiate.....



e vedendo che continuavamo ad entrare da un lato per uscire dall'altro, non capivo dove potesse essere il villaggio a cui stavamo andando....



finchè qualcuno mi illumina...a quanto pare mi ero persa qualche spiegazione dell'omino di giada, quello era il villaggio dei pescatori e la sua caratteristica era che le barche servivano  per la pesca e anche come abitazioni...più villaggio di pescatori di così !!!


E dato che a  hong kong, gli spazi sono preziosi.........



anche i tasporti si adeguano........


e si adattano alle esigenze spaziali......


Qui  esiste la più lunga scala mobile esterna, coperta, di 800 metri lunga, che favorisce i pendolari che vivono nella zona collinare, dove se tutti andassero con le macchine probabilmente non si muoverebbero più, data la ristrettezza delle strade........


la scala mobile però è unica perciò per ovviare all'incoveniente dell'unica direzione, hanno pensato di farla scendere al mattino nelle prime ore e di farla salire nel resto della giornata...


usando quindi le scale per scendere.........


dato che ai lati delle scale mobili si trovano negozi e strade, la scala mobile non è un' unica scala, ma più tronconi dai quali si può scendere appunto per andare nei negozi o nelle strade laterali....in questa foto presa al volo mentre salivo, vi è la pubblicità della sala massaggio piedi e  vedete così, un esempio di come è strutturata........ 


qui invece se aguzzate un po' la vista vedete le massaggiatrici all'opera.........


 la sera, alle ore 20,  sul lungomare vi è la "sinfonia di luci" che consiste in un gioco di luci dei grattacieli dello sky line che si accendono e spengono al ritmo di musica.......


finito lo spettacolo, simpatico ma niente di eccezionale, ci avviamo per andare a cena e sciegliamo una cucina espressa thaiwanese, ci si siede tutti intorno e si aspetta.....

 
che ci preparino il piatto scelto....quei vassoietti, che io ho scambiato per mandorle tostate, in realtà erano agli tritati che usano senza nessuna parsimonia....


per cui una volta arrivata la mia cena e imboccato il primo boccone ......bhleaaaaa, tovagliolino e cestino direttamente....meno male che c'è sempre il riso, seppur insapore, salva il salvabile........


le vie pedonali e non, di Hong kong sono un vero pullulare di gente......


luci e insegne.....e questo fino a sera tardi....


 mentre le vie laterali sono spesso ......

 
dei veri e propri magazzini a cielo aperto..........


la mattina partiamo per Macao con un traghetto comodissimo che ci porta a destinazione in un'ora,


intanto diamo un'occhiata al giornale.......belle le immagini a colori....bè, bisogna pur accontentarsi......Macao è la las vegas cinese e infatti arrivando si vede una zona dove stanno costruendo, come appunto a las vegas, le riproduzioni di scorci famosi di città europee, esiste già  la riproduzione di Venezia....


arrivati, ci dirigiamo subito a quello che è l'icona di Macao, la chiesa di ....o quel che ne è rimasto.......


la facciata di Sao Paulo, praticamente ancora intatta compresa di statue .....


 accanto, sulla destra vi sono dei giardini con una piccola scalinata che porta alla Fortezza del monte...


dove nei suoi giardini c'è chi approfitta per fare ginnastica......



si trovano posizionati ancora i cannoni........quello che si vede sullo sfondo è il più grande casinò e albergo........



 con la parte più alta a forma di fior di loto..........


all'interno dei giardini, oltre a piante secolari....



vi è anche il museo storico della città...........


poi ci portano all'ennesimo tempio.........


dove gli incensi oltre che essere dei bastoncini ......


diventano delle spirali, che se non ti accorgi subito che sono appunto degli incensi....ci passi sotto e ti ricorderai che cenere diventerai.....


il centro città è tipico europeo, e in Largo de Senado, si nota sia nell'architettura che nei nomi delle vie..........il pavimento ha un bel effetto ottico ricoperto di onde nere e bianche.........


anche Macao è stata restituita dal Portogallo alla Cina e anche qui l'amministrazione è autonoma, pur essendo territorio cinese........il bianchissimo museo della Santa casa della misericordia del 1569 è la più antica istituzione sociale di Macao, in origine accoglieva orfani e prostitute, ora trasformato appunto in museo.


poco più in là vi è la chiesa barocca di S.Domenico con i suoi colori tipici coloniali ....la città è ben curata e pulita e non fosse per i tanti occhi a mandorla che si vedono in giro, sembra proprio di aver fatto  un salto in europa.........


 
ed ecco che troviamo due sposini cinesi che hanno deciso di optare per il matrimonio in versione occidentale....ma poi, di solito in un secondo tempo, faranno anche la cerimonia cinese e allora la sposa sarà vestita di rosso............. dietro di loro una fontanella decorata con  azulejos, le piastrelle con decori blu, tipiche del Portogallo..........


la mattina successiva partiamo per l'isola di Lantau, per arrivarci c'è una funicolare, ma era in manutenzione  per cui erano a disposizione degli autobus, che ci impiegavano di più ma così avevamo l'opportunitò di vedere l'ambiente circostante che appena fuori dai centri abitati è davvero di un verde intenso......bisogna pur consolarsi....in realtà credo che la vista dall'alto sarebbe stata spettacolare..
Già per la strada, sul bus, si può scorgere l’enorme statua che domina la collina, una figura impressionante in mezzo al verde paesaggio.


e ora ...gambe in spalla e via...maciniamo gradini e sbuffiamo come locomotive....ogni tanto guardiamo lui, là seduto comodo che ci aspetta e invidiandolo lo sfidiamo .... step by step e finalmente arriviamo ....260 gradini a 35 gradi!!!


Hello...sembra dirci, lui è il più grande budda seduto, del mondo. E' stato costruito alla fine degli anni '80 e in un primo tempo lo si raggiungeva a piedi in circa un'ora di cammino, ma ora sia con la funicolare o con i bus raggiungerlo è più facile...


tutt'intorno  vi sono sei statue in bronzo che offrono doni al Buddha.....


mentre nella zona ai piedi della scalinata vi è il monastero di  Po Lin ( loto prezioso).......


proprio per la facilità con cui si raggiunge il luogo ora le visite dei numerosi turisti e pellegrini buddisti sono cospique.....i monaci però non credo ringrazino, la loro quiete meditativa è un po' compromessa da tante visite.........comunque i visitatori sono discreti e regna un rispettoso silenzio ...





il classico ingresso con i 4 guardiani celesti, i cattivi e i buoni............


l'altare per le offerte ..........


a i cui lati il tamburo e la campana..........simboli sempre presenti nei templi.........


data l'affluenza turistica e pellegrina come sempre succede anche da noi, è nato lì vicino anche un villaggio di negozietti e piccoli ristorantini, che offrono la possibilità di fare compere.......o di ristorarsi ...noi abbiamo fatto tutti e due......


e a dir il vero è piacevole fare shopping in questa tranquilla dimensione ..........



 e proprio qui sono entrata in un negozio di soli bastoncini..........

i

dove la scelta era davvero ampia...difficile uscirne senza, dopo averli usati spesso nel corso del viaggio, ora mi ci ero quasi affezionata....oplà eccoli qua......essendo il numero 4 un numero funesto, confezioni da 4 non ne avevano, perciò vada per il servizio da 8.........anche per gli ospiti eventuali, in una cena cinese avranno i loro bastoncini....non so quanto saranno contenti ;-)))




A shanghai invece mi ero comprata il the in fiore, uno per uno nella propria confezione.....ora quasi mi dispiace adoperarlo, ma dato che avrà una data di scadenza sarà meglio che mi decida.........



mentre a Shozou in visita all' azienda della seta, ho scelto questa sciarpina setosa, giusto per ricordo... in realtà io non amo molto la seta. E con queste piccole compere, dato che il tempo per farne di più non c'era, il portafoglio ringrazia e io concludo il viaggio virtuale che spero vi abbia portato un po' a girovagare anche voi nella splendida Cina.

martedì 17 novembre 2009

fegato di vitello in salsa di scalogno



Questa ricetta è tratta dal libro "cucina magica delle dolomiti" è abbastanza semplice,  ma particolare è il sapore che dà l'aceto aromatico allo scalogno. Non amo particolarmente il fegato in generale, ma ogni tanto quello di vitello che mi sembra il più delicato di sapore, lo preparo semplicemente alla piastra o spadellato con un po' di olio, ora ho anche questa versione "dolomitica" facile facile e con una variante gustosa.Ci ho pensato dopo, ma frullando lo scalogno si ottiene una vera e propria salsa che potrebbe starci anche meglio.

ingredienti per 4
: 4 fette di fegato di vitello, 200 gr di scalogno, prezzemolo, 5 cucchiai d'aceto balsamico, brodo, olio, burro, sale e pepe.

Preparazione : affettare molto sottilmente lo scalogno e fatelo imbiondire con un po' di olio. Tagliate a fettine il fegato e rosolatelo con lo scalogno a fiamma più vivace, salate e poi, spostate la padella dal fuoco, toglietelo e mettetelo da parte coperto per farlo stare al caldo. Rimettete la padella sul fuoco e versate l'aceto balsamico, stemperatelo con un po' di brodo e aggiungete una noce di burro. Lasciate addensare lentamente e a fuoco molto basso fino a che lo scalogno sarà morbidissimo. Spegnete, aggiustate di sale, pepate e spolverate con il prezzemolo tritato.
Distribuite, sul piatto con il fegato impiattato, lo scalogno aromatico ben caldo. Qualche verdurina lessata per contorno e il piatto è pronto.


venerdì 13 novembre 2009

colazione a due....




Di solito tra maschi e femmine la cena delle occasioni importanti è la classica  cena a due.....quella in un ristorantino.......quella con le candele.....le luci soffuse....il sottofondo musicale....il vestitino trendy.....il tacco 12......il trucco leggero, ma curato......il profumo giusto........le rose sul tavolo.........certo i primi tempi è così.....ma poi le occasioni  un po' si ripetono...hhhhhe...(sospirate) ......e niente di nuovo all'orrizzonte, si sa i maschi in fatto di novità sembrano scarseggiare, tocca a noi cambiare aria alla situazione....... e se facessimo una rivoluzione????  revolution......si cambia! niente cena,  al suo posto  invece..... UNA BELLA COLAZIONE!
Ci sono un sacco di vantaggi....il primo ovviamente è quello economico, ma anche non dover mettere quei tacchi da vertigini da quinto piano non è poco......e il vestitino trendy?....quello che ti fa smoccolare perchè da quando l'hai preso, tu hai cucinato per il blog e la lampo si sa ....è contraria alle tue prodezze culinarie e te lo mostra senza nessuna misericordia.....bè .... ora non serve più, basta la camiciola da notte, molto più accondiscendente del vestitino. E dato che è mattina, non servono nemmeno le luci soffuse, e tantomeno le candele....il sottofondo ce lo facciamo con MTV, così non dobbiamo nemmeno cercare il cd che non ci ricordiamo dov'è .....e a questo punto ci basta una goccia di profumo e una rosa....prendetela dal vaso delle rose che avete raccolto nell'orto per l'ultima volta della stagione.......ormai si sono seccate, ma fanno ancora la loro bella figura.....e a questo punto una sul tavolo e l'altra nel burro e vi fate una romantica COLAZIONE A DUE in perfetto stile   --- home sweet home!!


e con questa ricetta burrosa partecipo al contest morbidoso di Sandra che

lo realizza  in collaborazioone con  Fattorie Fiandino produttori di prodotti

di alta qualità, a cominciare dal burro.

Ingredienti per il cuore di burro alle rose :  40 gr. di burro che profuma di panna, 30 gr. di caprino freschissimo e non industriale, io ad esempio l'ho preso qui, petali di rose biologiche ( o del vostro giardino se lontano da inquinanti) un pizzico di zucchero.
Ingredienti per  i cracker al cacao: 75 gr. di farina, 20 gr. di burro, 1 cucchiaino di cacao, 1 cucchiaino di caffè solubile, 15 ml. di marsala e 2 cucchiai di sciroppo alle rose, pizzico di sale.

Preparazione del cuore di burro alle rose : ammorbidire il burro con il pizzico di zucchero, quel tanto che basta per unirlo con il caprino e girare fino a renderlo cremoso. Prendere lo stampino a forma cuore ( di circa 8 cm. di diametro) per biscotti e appoggiarlo su carta forno, riempire con il composto e mettere in freezer per 10- 15 minuti, riprenderlo e se abbastanza sodo tagliare di profilo in due parti, sistemare i petali di rosa piccoli sulla superficie e riposizionare sopra l'altra parte di cuore burroso e ricoprire con altri petali. Prendere ora un cuoricino più piccolo e riempire di solo burro, infilare nel freezer e quando rassodato sformarlo e metterlo al centro del cuore con le rose.Quando andrete a spalmare sui crackers di cacao, versate delle gocce di sciroppo alle rose e tutto sarà perfetto!!



Preparazione dei craker al cacao: mescolare la farina con il cacao e il caffè e un pizzico di sale, unite poi il burro fuso, il marsala e lo sciroppo di rose formando un impasto liscio e omogeneo, che lascerete a riposare per 1 ora coperto con un canovaccio umido.Stendete l'impasto, io con l'imperia, voi anche con il mattarello, ricavate delle strisce che taglierete a forma di rettangoli con la rotella dentata e bucateli con la forchetta. Riscaldate il forno a 180 gradi e infornate per 10 -12 minuti, toglieteli e lasciate raffreddare per bene, spolverizzate con zucchero a velo.



martedì 10 novembre 2009

biscotti per asini? noooo


Sapete cosa sono questi? li possiamo definire frutti dimenticati, nel senso che io proprio non li ricordavo per niente.....ma probabilmente anche nel senso che veramente appartengono a quei frutti "di una volta" e che ora nessuno cerca più o tantomeno li  conosce....io ne ho un vago ricordo e rammento di averli visti proprio in questo periodo stagionale, quando ancora ero in tenera età....giusto l'altro ieri....al paesello in cui vivevo, in un negozietto di dolciumi,  vicino al castagnaccio e alle caldarroste, vi erano appunto i frutti in questione, le carrube. Ricordo anche che avevano qualche relazione.... con gli asini  ???? mmma.  Forse proprio questi ricordi mi hanno sollecitato la memoria tanto da farmi mettere nel carrello un vassoio con mezzo kg. di carrube!!!! a cosa cavolo stavo pensando???

Ho fatto una ricerca nel web e infatti scopro che, oltre agli umani,  si davano da mangiare pure al bestiame...(ma io ricordo gli asini). Poi leggendo qui, scopro che c'è anche la farina di carrube ottenuta dalla macinazione dei semi e che è molto usata dalle aziende dolciarie, la si può trovare anche con la sigla E410 relativamente al fatto che è un addensante......ma io....ora......... che ci posso fare?? mangiarle direte voi...mi ci vorrebbe la dentatura di un ASINO, comunque come si suol dire - hai voluto la carruba...e ora carruba un po' - sì sì, è vero non è proprio così, ma io la adatto al caso ;-))

Che ci faccio ....che ci faccio...guardo ovviamente in rete e trovo addirittura un ricettario dedicato alla carruba , ma io decido per le caramelle trovate  qui , sono sedative anche in caso di tosse....solo che poi in itinere non ne vedevo bene la riuscita finale e ho virato per uno sciroppo.  Per cui pur seguendo a grandi linee la ricetta delle caramelle, ho ricavato una bottiglietta di sciroppo e circa 150 gr. di polpa di carruba.



Per lo sciroppo:
Ingredienti : g 500 di carrubbe, g 300  di zucchero, 1 litro e 250 ml. di acqua.

Preparazione : far bollire le carrube, tagliate a piccoli pezzi, con il litro d'acqua a fuoco basso fino a dimezzare il liquido, poi toglierle dal liquido rimasto. Mettere in un'altra pentola  lo zucchero a sciogliere con i 250 ml. di acqua, lasciare bollire fino a quando prende il colore ambrato chiaro e a quel punto aggiungere anche il liquido delle carrube, lasciare a sobbollire fino all'addensamento, raggiunto quando su un piattino freddo da freezer una goccia non scivolerà via.
Nota: può essere usato alla pari di quello d'acero, o al malto di riso, o di orzo, o al miele.

Ora però avevo le carrube....prendo il passaverdure e le passo, non sono molto conciliabili, ma basta girare con un po' di forza e quando si trova resistenza, fare un giro all'incontrario per togliere da sotto le bucce che si incastrano, ricavo circa 150 gr. di polpa, che metto in forno a 50 gradi a seccare. Ottengo così una polpa granulosa....la polpa ha un sapore dolce già di suo, ma un dolce non sdolcinato. Va bè passatemi tutte 'ste parole simili ;-)) altrimenti non saprei come descrivervelo.
e ci risiamo...che ca......spita ci posso fare??  ci faccio i biscotti!!



Biscotti di carrube ( anche qui mi oriento con il sito già sopra citato, ma dato che le dosi sono adatte ad un battaglione, faccio un po' da me)

Ingredienti : 230 gr. di farina, 50 gr. di zucchero di canna, 70 gr. di polpa secca di carrube, 1 uovo grande, 50 gr. di burro morbido, 40 ml. di latte, 1 cucchiaino scarso di lievito, 2 cucchiai di sciroppo di carrube.

Preparazione : mescolate l'uovo con lo zucchero, aggiungete il latte e lo sciroppo e mescolate, unite la farina con la polpa di carrube e il lievito e amalgamate al composto e per ultimo il burro tenero, otterete un impasto di consistenza  morbida. Stendetelo aiutandovi spolverando con farina e date le forme di biscotti che più vi aggradano . Mettete in forno caldo a 200 gradi per 7-8 minuti e poi abbassate a 170 e lasciate per altri 7-8 minuti. Guardateli!!! 

Ma, mi rimane della polpa....e dato che sono con le mani infarinate...ci faccio pure della simil crema di nocciole "nutella"...questa volta l'ispirazione la prendo da qui

Crema alle carrube (simil crema di nocciole)

Ingredienti ( per circa una tazza da tè) : 50 gr. di nocciole, ( io avevo le macadamia, le noci del centro america, che sono più delicate delle nostre nocciole), 2 cucchiai colmi di polpa di carrube, 1 cucchiaio raso di cacao, 2 cucchiai rasi di zucchero a velo, 2 cucchiaini di burro fuso, latte caldo quanto basta ( circa 10 cucchiai, ma forse anche di più, non li ho contati precisi)   

Preparazione : mettere nel frullatore tutti gli ingredienti meno che il latte e far girare per bene, quando si raggruma tutto allora cominciare ad aggiungere un cucchiaio alla volta il latte caldo, fino a che si riduce a crema della consistenza voluta, se poi volete renderla vellutata passatela dal colino....ma a quel punto, il rischio sarà trattenersi dal farla volare dalla finestra.

E finalmente ho fatto fuori le carrubeeeeeeeeee!! immagino che voi non vi sognerete di creare qualcosa con le carrube, però se vi capiterà di farvi prendere la mano dall'istinto del prodotto sconosciuto o raro e volete mettervi alla prova, ora sapete cosa farci ;-))



venerdì 6 novembre 2009

Drink alla melagrana con mandorle al curry e pimenton



In giro per blog si legge di ricette con melagrana, chi fa dolci, chi mette i chicchi nelle insalate, chi ne fa liquori,e chi invece come la sottoscritta ne fa gelatina o se lo beve semplicemente come succo......... ma dato che la pianta nell'orto di papà ha prodotto parecchi frutti, ho pensato a mettere da parte i chicchi in un sacchettino in freeezer per usi da farsi magari sotto natale, e poi altro succo con l'aggiunta di succo d'uva, l'ho messo negli stampini da freezer e da cioccolatini e li ho congelati per fare aperitivi natalizi o anche autunnali che far si voglia, basterà aggiungere un ghiacciolino al prosecco e dargli un tocco sia di colore rosato che di sapore fruttato.

Ora vi do una piccola idea di aperitivo con l'uso dei chicchi, dato che fare foto ai ghiacciolini immersi nel vino sarebe stata dura.....li avrei consumati tutti, l'aperitivo però di solito lo si accompagna con i salatini, perciò vi suggerisco un'alternativa da presentare con mandorle caramellate al curry e al pimenton affumicato

Note:  il succo di melagrana io lo ottengo spremendo i frutti nello spremi arance terminando con  un'ultima spremitura a mano. Dato che il succo è per sua natura acidulo ho pensato di addolcire aggiungendo  un terzo del peso del succo di melagrana (700 ml.), di succo d'uva rosata spremendo circa mezzo chilo d'uva con il passaverdure, mescolato bene i due succhi ho messo poi negli stampini.

Mandorle al curry
preparazione mandorle per 4: mettete 100 gr. di mandorle in una padella antiaderente spennellata di olio, in modo che stiano tutte in un unico strato, tostatele per un paio di minuti e poi spolverizzate con 3 cucchiai di zucchero,( io ho usato quello di canna) un pizzico di sale e 1 cucchiaio di curry. Cuocere a fuoco vivace finchè lo zucchero si sarà caramellato, togliete dal fuoco e posate le mandorle su carta forno, spolverizzate ancora con curry usando il colino così sarà una spolverata uniforme, poi staccate quelle che sono rimaste attaccate tra loro.

Mandorle al pimenton affumicato
la preparazione è  la stessa con due  varianti, ho usato del miele al posto dello zucchero e del pimenton affumicato al posto del curry. La versione con il miele facilita il caramellare, e a me è piaciuta anche di più. Comunque divertitevi ad usare altre spezie in polvere.
Nella foto le mandorle a sinistra sono col pimenton e a destra col curry.