martedì 27 maggio 2008

pasta double face al ragù di pesce e coriandoli




Sabato ho messo in cantiere una ricetta che avevo nel ripostiglio della mia testolina da un po', e preso al volo questa frenesia........prima che la voglia di uscire prevalga......metto 1 uovo e 130 gr. di farina con un pugnetto di spinaci e poi un 1 uovo e altri 130 gr. di farina con 2 cucchiai di rapa rossa frullata, nel Ken che impasta, poi tolgo dalla ciotola e regolo di farina, impastando qualche minuto a mano, dato che le verdure tendono a inumidire di più la pasta. La tiro a sfoglia con la macchinetta e unisco le due sfoglie una sopra l'altra ritagliando i lati per regolarli. Una volta asciugata ne faccio un po' a tagliatelle e altra a triangoli.








Non avevo idea di come condire questa pasta.......mumble mumble......ma riecco la lampadina cuciniera comparire come per incanto e il suggerimento è questo, ingredienti: 1 carota, 1 zucchina, foglioline di basilico, peperoncino rosso fresco, 1 pomodoro medio, un pezzetto di sedano, in pratica quello che passava capitan frigorifero. Tranci di pesce sodo, io ho comprato rana pescatrice.

Prendere 2 tranci di pescatrice a persona e cuocerla bollendola in acqua aromatizzata con uno scalogno, un pezzetto di sedano, mezza carotina, qualche fogliolina di basilico e il sale. Lasciare raffreddare nella sua acqua e una volta freddata tagliarla a cubetti, poi prendiamo la mezza carota avanzata prima, una zucchina, mezzo peperoncino rosso fresco,e un pomodoro medio. Tagliamo a mini cubettini la carota, puliamo la zucchina togliendo l'interno, svuotiamo il pomodoro dei semini e riduciamoli a pezzettini, compreso il peperoncino. Mettiamo le verdure in padella a rosolare con olio e a fiamma discretamente vivace, dopo qualche minuto aggiungiamo il pesce già a cubetti e lasciamo altri 5 minuti per insaporire, saliamo. Una volta cotta, condiamo la pasta o se siete più bravi di me spadellate.....io rischierei di trovarmi una acconciatura nuova e non ci tengo.

sabato 24 maggio 2008

Persico e ciliegini in rametto



Il venerdì sera di solito la cena è con il pesce e anche questa settimana la regola è stata rispettata
Ho cercato che il solito filetto di pesce, che tanto fa comodo dato che non è da pulire, non ha le odiose lische, e non ha bisogno di cotture tanto complesse ( giusto per assecondare piacevolmente un po' di pigronite che qualcuno mi ha regalato, ne sai qualcosa Stefano?) fosse leggermente diverso e quindi ecco a voi la ricetta per 4:

Quattro tranci di filetti persico o altro, 4 rametti di pomodorini ciliegini, basilico, origano e crema di lardo colonnata, sale .

Cuocere i filetti al vapore poi trasferire i tranci in una pirofila per forno e spalmarli con la crema di lardo, aggiungere i rametti e passare un filo appena di olio, pezzetti di basilico e origano sui pomodorini, salare e infornare a 220 gradi per 15 minuti.

mercoledì 21 maggio 2008

crema.......o non crema....questo è il dilemma



Mi pare che in parecchi blog ci sia la volontà di mettersi in dieta.......a dir il vero anche in questo......però la dieta non deve mettere tristezza ma ridarci delle belle forme seducenti, che ci fanno entrare nei vestiti e chiudere quelle MASCALZONE di chiusure lampo che ogni primavera si prendono la licenza di restringere e di farcelo notare magari la sera che vai fuori a cena e ti vuoi mettere proprio quella gonna................... che ti sta così bene ....ma così bene.......e che ora è lì e sorride sorniona facendoti passare davanti agli occhi il film di tutti i piatti leccorniosi che ti sei assaggiata......anzi.....pappata è la parola giusta. E dato che non gliela vuoi dare vinta ecco che scende in campo la saggia dieta con molti bei propositi.......poco pane.....niente dolci.......50 gr. di pasta e via discorrendo. Belle signore.....proviamo a giocare d'astuzia........si dice che mangiamo prima con gli occhi e poi con lo stomaco e allora perchè non imbrogliare prima la vista e poi fare in modo che lo stomaco non abbia ripensamenti e rimanga comunque soddisfatto?????? Ed ecco a voi la crema non crema......cosa vi sembra?
I vostri occhi, immagino vi suggeriscono............... una crema chantilly o simile, con fragole..........invece NOOO.....e qui li abbiamo già gabbatiiiiii!!!!!

Allora prendiamo una scatola di ananas da 350 gr. sgocciolati, 100 gr. di ricotta, un cestino di fragoline di bosco, qualche biscotto d' amaretto, 4/5 fragoloni.
Frulliamo l'ananas con la ricotta e qualche cucchiaio dello sciroppo d'ananas fino a rendere tutto cremoso e spumoso, facciamo caramellare i fragoloni tagliati a pezzi con un po' di zucchero e poi frulliamo a parte, sbricioliamo i biscotti. Sistemiamo nelle coppe la crema con le fragoline, al centro mettiamo un cucchiaio delle fragole frullate e freddate, e sopra le briciole degli amaretti, io ho poi aggiunto un cucchiaino della confettura di rabarbaro. Mettete in frigo e dopo cena avrete il dessert da offrire e gustare. Con queste dosi mi sono uscite 4 coppe.

domenica 18 maggio 2008

Polpo al vino rosso e patate gratinate





Ho scongelato il polpo ...............mmmma ..........come lo posso fareee? mi prendo un po' di ricettari e riviste e comincio a scartabellare..........insalata di polipo con pomodorini.......insalata di polipo con patate e sedano.....e insalate varie sempre con verdurine a scelta.......tutte molto attraenti e buone, ma non è quello che cerco, anche se..... a dir il vero.. non so ancora quello che cerco, poi c'è una ricettina con polpo in umido e passata di pomodoro.......e io non amo la passata, la uso raramente, e allora.....??? sconsolata sigh! mi arrendo all'insalata..........va bè sfoglio ancora quest'ultimo libricino...scorro il sommario e leggo.... polpo al vino rosso......ummmm sento odore di esperimenti e mi si accende la lampadina cuciniera......??????come cos'è, è quella lampadina a intermittenza che parte nella mia testolina e mi segnala la via......quindi leggo la ricetta......... aggiudicata.....la cena sarà POLPO al VINO ROSSO e PATATE GRATINATE AL FORNO

Ricetta, ingredienti e preparazione per 4 persone:
1,5 kg. di polpi(uno grosso o 2 medi),1 litro di vino rosso(io ho usato valpolicella classico),olio ev, 30 gr. di maizena, prezzemolo fresco, patate novelle piccole, pane gratuggiato, rosmarino e salvia.
La ricetta non lo prevedeva, ma io ho usato la pentola a pressione, quindi il vino non evaporando, può essere usato in quantità minore, comunque deve coprire i polpi.

Pulire i polpi e metterli in pentola coperti dal vino scelto, cuocere per 20 minuti e lasciare sfiatare, dopodichè togliete i polpi dalla pentola, metteteli in un piatto dove toglierete facilmente la pelle e le ventose più grosse, tagliateli a pezzettoni e fateli rosolare in una padella antiaderente capiente, con un po' d'olio e prezzemolo. Togliete ora i polpi e metteteli da parte, fate restringere nella stessa padella , il vino a fiamma vivace aggiungendovi la farina di maizena che avrete precedentemente fatto sciogliere in mezzo bicchiere di vino, lasciate restringere fino a raggiungere la consistenza di una cremina fluida. Rimettete per un minuto i polpi nella padella e poi impiattateli con prezzemolo fresco e un filo d'olio a crudo. Devo dire che ero un po' scettica sul sapore finale, invece è una preparazione che mi ha sorpresa piacevolmente.
P.S. forse avrete fatto caso che non ho usato il sale, ma non perchè me ne sono dimenticata, ma perchè cuocendo a pressione i sali naturali del polpo sono più che sufficienti, quindi NON USATE IL SALE!! rischierete di rendere immangiabile il tutto.


Patate novelle gratinate al forno



Patate novelle, ne ho preso una confezione, e le ho tagliate come se dovessero essere a fettine, invece i tagli li ho fermati poco prima della fine. Questo perchè cuociono meglio e si insaporiscono di più. Ho preparato un trito di salvia, rosmarino e pane tritato grossolanamente, salato e condito con un cucchiaio di olio, amalgamato il tutto e spolverizzato sopra le patatine, ancora un filo d'olio e infornato, per circa mezz'ora a 250 gradi e quindi accompagnate al polpo.

sabato 17 maggio 2008

Un dolce incontro

Qualche tempo fa, Elga di semi di papavero, ebbe la bella idea di chiederci di fare una raccolta di vedute dalle finestre della nostre cucine e anch'io vi partecipai, evidentemente guardando e curiosando in queste finestre ci si sente un po' più vicine a chi di giorno in giorno è diventata una bella compagnia appassionata di dolci e salati con cui scambiare pareri e suggerimenti culinari e perchè no anche altro.
Un giorno fra i commenti lasciatomi ricevo anche questo"...ma in che zona abiti? Non riesco ad orientarmi! Sarà che io dalla mia finestra della cucina non vedo nulla di allegro, abito al piano terra!Ma vivo molto molto vicina a Tomasi...eheheheh!" Per chi non è di Verona, Tomasi è una pasticceria con i fiocchi, e c'è sicuramente di che consolarsi.
Allora le rispondo dandole delle dritte a riguardo e a quel punto mi risponde "HO CAPITO! La prossima volta che passo in zona mi introduco nel cortile della scuola e cerco di lanciare sassolini alla tua finestra per richiamare la tua attenzione e farmi offrire un caffé!!!"
Ben contenta mi ripromettevo di contattarla per offrirle con molto piacere quel caffè. Le coincidenze sono strane ma succedono, infatti, intanto due mie amiche mi danno appuntamento una mattina proprio in quella pasticceria, per farmela conoscere. Io sapevo dov'era ma non c'ero mai stata.......a quel punto ho pensato che era l'occasione giusta per approfittare e conoscere Cricri, la golosastra.
La contatto con un commento"Questa dieta ti permette di bere un caffè da Tomasi? Venerdì verso le nove sarò lì, se hai tempo e voglia ci possiamo conoscere....comunque si può sempre rimediare per un'altra occasione. Baci baci."
"Astrofiammante - un caffé da Tomasi non me lo toglie nemmeno la peggiore delle diete! Anzi, confesso di averne appena gustato uno (senza guardare risini&co!)
"OK allora.........un dubbio....ma come ci riconosciamo?"
Ci mettiamo d'accordo via mail che ci saremo viste per le ore 8,30 e che per riconoscerci, io avrei portato una borsa a quadri e lei le scarpe verdoline...............organizzare questo appuntamento devo dire che mi ha divertito. Ore 8,30 puntuale mi avvicino alla pasticceria e guardo ovviamente per prima cosa le scarpe di chi è nei paraggi.........nello stesso momento ci guardiamo e con un sorriso......ci riconosciamo......un bel baciotto e abbraccio viene spontaneo, entriamo e ci mettiamo immediatamente a chiaccherare come se ci conoscessimo da tempo........una bellissima sensazione, intanto la presento anche alle mie amiche che lì per lì non capivano cosa centrasse internet, ma poi loro stesse rimangono sorprese di questo incontro, di cui non avevo fatto in tempo avvisarle. Abbiamo chiaccherato fitto fitto per una mezz'oretta, ma poi dato che l'ora del lavoro incombeva, ci siamo salutate.......Adesso che ho conosciuto Cricri l'impressione che mi ha dato di sè è di una persona dolcissima e solare con cui si passa il tempo volentieri, perciò ci sarà compatibilmente con impegni vari, un'altra occasione........anche perchè alla fine il caffè che le avevo offerto......me lo ha offerto lei, quindi a maggior ragione......
Cricri qualche giorno fa mi aveva anche assegnato il premio Excellent, in onore all'incontro che doveva ancora nascere e che comunque fa sempre piacere ricevere........grazie anche per questo,
e io lo passo al blog la cucchiarella che ho appena conosciuto attraverso il bloggatore e mi invoglia a provare ricette sfiziose e a Jean-Michel che so non amare i meme, ma spero accetti favorevolmente un premio per il suo blog etnico che leggo spesso.

martedì 13 maggio 2008

Semifreddo allo yogurt con crema mou e noci



Dopo alcuni piatti salati, ho pensato "un dolcetto ce lo possiamo permettere", ...........a dir il vero non ho ancora capito perchè parlo sempre al plurale............riflettendo però........forse perchè vi penso sempre come miei ospiti a tavola ................certamente con piacere, ma magari non tutti in una volta. Tornando all'argomento, dato che la temperatura si è riscaldata ho pensato ad un bel semifreddo allo yogurt con dulce de leche e noci, ho usato yogurt bianco e magro per rimanere sul leggero.........va bè poi ho messo 'sta cremina, che comunque non ha le calorie della nutella o di altro cioccolato.........e va bè ho messo pure le noci.......ma che dolcetto era solo yogurt........... senza qualcosa di trasgressivo rispetto al sano mangiare???? Però le dosi che ho fatto sono per tre anche se siamo in quattro e quindi almeno le porzioni sono moderate.....ora la coscienza l'ho sistemata!!!! A voi però le dò per 6 come da ricetta.

Y come yogurt quindi partecipo all'Abbeccedario della trattoria Muvara


Per il semifreddo: 250 gr. di yogurt magro, 150 ml di panna fresca, 100 gr. di zucchero,1 albume, 2 fogli di gelatina, 1 bustina di vanillina, dulce de leche e noci a piacere.
Preparazione :
Scaldate metà dello yogurt con 2/3 dello zucchero e la gelatina già ammollata e strizzata. Montare a neve l'albume con lo zucchero rimasto e un pizzico di sale. Mescolare i due composti e aggiungete il rimanente yogurt e la vanillina. Ora montate la panna e aggiungetela delicatamente al tutto, una volta ben amalgamato versatela in una pirofila o altro, io sotto prima di versare ho messo carta forno per sformare meglio, e riponete in freezer, dal quale dovrete, quando decidete di mangiarlo, toglierlo circa 15 minuti prima, nell'attesa intiepidite a bagno maria aggiungendo un cucchiaio di latte per renderlo più morbido, il dulce de leche che verserete sulle fette preparate.....poi le noci...... e poi ........io me ne vado giusto a mangiare una fett..........ona o ina??? Vedrò strada facendo.

domenica 11 maggio 2008

Ciao,sei Chiummetta? Sìì..........io sono Astro

Chi è passato da Viviana avrà senz'altro letto della festa del naso rosso nel suo post Cosa fate Domenica? io lo ricordavo, e in un commento le avevo detto che se la riconoscevo le avrei offerto un caffè. Eh sì, così oggi passeggiando in centro siamo passati nella piazzetta dove Chiumetta e tutti quei bei visi colorati facevano festa intrattenendo bambini e grandi, arrivati lì mio marito dice"ma scusa come credi di riconoscerla?" lui sul computer non ci mette proprio nessun dito, l'unica volta che ce l'ha messo è stato per spegnerlo.........staccando la spinaaaaa. Quindi non mi segue molto nelle mie scorribande internettiane, "non ti preoccupare che anche con il viso colorato, si riconoscerà" gli rispondo io. Infatti di lì a poco, attira la mia attenzione un cerchietto di peluche bianco che saltellante si sposta qua e là come un'ape in un giardino, " ecco " ho pensato "quella potrebbe essere proprio Chiummetta" e appena si avvicina da quel lato, la blocco e le chiedo"sei tu Chiummetta?" "Si" mi risponde "ci conosciamo? eh sì, io sono Astro". Un bel abbraccio caloroso è la risposta e a quel punto rintracciato anche GP andiamo a bere .....solo un bel bicchiere d'acqua, certo quella era l'ora più adatta ad un aperitivo ma dato che i clown possono essere pazzerelloni ma devono rimanere sobri, hanno preferito non rischiare.
Scambiamo qualche piacevole chiacchera e poi li lasciamo alla loro festa che richiama lì gente e ha bisogno di tutti loro. Contenti di averli conosciuti e di aver scambiato piacevolmente un po' di tempo con loro li salutiamo......certo un bicchiere d'acqua è poco, quindi, cara Vivi e GP almeno un cin cin virtuale ve lo offriamo alla vostra.....futura avventura.

sabato 10 maggio 2008

Cena minimalista



Ieri pomeriggio ero, per forza di cose, di ramazza, e allora......sistemare il disordine..... spolverare ......pulire tappeti.....pavimenti ecc. ecc. cioè tutte quelle cose noiose e ripetitive che comunque ci evitano di allevare acari e simili. Quando ho finito era ora di cena e di mettere in funzione il fornello non ci pensavo proprio, la mia metà era fuori a cena, eravamo io e mia figlia, che non aveva molta fame......e dato che, quello che non manca quasi mai nel mio frigo è il formaggio, ho pensato al classico pasto veloce. In settimana, nella cesta dell' ormai conosciuto bioexpress mi è arrivato un mango e il rabarbaro.......due prodotti che nella mia dispensa non bazzicano per niente, specialmente il secondo il quale però è nei miei ricordi perchè la mia cara nonna amava le caramelle al rabarbaro dal gusto amarognolo, me le offriva sempre, ma le succhiavo un po' e poi le buttavo.Un bacione alla mia nonnina in qualsiasi posto sia, ma io so che sicuramente è vicino a chi ha amato e dato che sono credente, non può essere altro che in paradiso. Non ho più sentito parlare di rabarbaro, da allora e tanto meno sapevo che aspetto avesse. E' stata davvero una sorpresa, lo immaginavo come una radice e invece è somigliante al sedano, ma perlopiù rosso come vedete qui sotto.

Le ricettine consigliate erano per una torta, per un tortino salato con taleggio,per la confettura con le fragole e per un ragù di carne, quest'ultimo mi attirava, ma poi non mi sono azzardata, sarà per un'altra volta. Anche per il mango vi era una bella serie di ricettine dolci e salate, ma alla fine ho optato per la confettura di rabarbaro e il chutney di mango e mele in funzione di qualche cenetta fredda con tagliere di formaggi.



La ricetta delle due preparazioni:

Chutney di mango e mele
I chutney appartengono alla cucina indiana e sono solitamente composti agrodolci a base di frutta, verdure e spezie che accompagnano le pietanze.
A questo composto io ho abbinato un caprino sardo di media stagionatura, ma credo che anche altri formaggi abbastanza stagionati ci stiano bene.
Ingredienti: 100 gr. aceto di mele , 60 gr. zucchero , 50 gr. cipolla ,1 mango ,1 mela,130 gr. albicocche secche, 1 lime , 15 gr. zenzero fresco , 1 bastoncino cannella , 1 stellina anice stellato , un pizzico di noce moscato, cardamomo 6 capsule (io non lo avevo), peperoncino 1 punta -
Preparazione:
Tagliare a julienne la buccia del lime e farla sbollentare. Sbucciare il mango e la mela e tagliare la frutta a dadini piccoli. Tagliare le albicocche e la cipolla a dadini. Sbucciare lo zenzero e affettarlo sottilmente. Avvolgere tutte le spezie in un pezzo di garza e chiuderla con dello spago da cucina. Portare a ebollizione l'aceto insieme al succo del lime e lo zucchero, far bollire per 2 minuti di modo che lo zucchero si sciolga. Aggiungere gli altri ingredienti più 20 cl di acqua. Coprire e cuocere a fiamma bassa per un'ora. Io lo adoro, è un connubio di sapori veramente aromatici.



Marmellata di rabarbaro con fragole


500 g di rabarbaro
250 g di fragole
succo di un limone
500 gr. di zucchero
1 cucchiaio di rhum (che non avevo)
A questo composto non speziato, ho preferito sempre un caprino, ma più fresco e comunque credo che altri formaggi freschi stiano bene.
Lavate il rabarbaro, togliete i suoi filamenti e tagliatelo a pezzi di circa 2 cm. tagliate anche le fragole e versate il tutto in una ciotola, fate macerare con lo zucchero ed il succo di limone per 4 ore.Versate poi nell'apposita pentola e fate cuocere a fuoco basso mescolando spesso.Quando lo zucchero si è ben disciolto, alzate un po' la fiamma e fate cuocere fino a quando la marmellata si è addensata ma rimane ancora morbida da scivolare facilmente su un piattino. Togliete subito dal fuoco,( aggiungete il rhum, se l'avete) amalgamate bene e fate raffreddare per circa 10 minuti, e sistemate nei vasetti perfettamente puliti.Chiudeteli subito con la marmellata ancora calda e conservate in luogo asciutto e buio fino al momento dell'uso, in realtà l'uso è frequente che il buio se lo sogna. Il rabarbaro non è per niente amaro e la salsa dolce ha un buon retrogusto alla fragola.
Ora aggiungiamo una buona insalatina mista e la cena è pronta.


giovedì 8 maggio 2008

Parlando di asparagi e ovi .....uova nello specifico

Per gli asparagi siamo al giro di boa, e quindi meglio approffittarne, sia per i verdi che per i bianchi e allora menù asparagoso.....neologismo appena inventato.....da non aver cura di impararlo; Nell'ordine di consumo si parte dai bianchi della Mambrotta, noti localmente, e comprati direttamente........dal campo di produzione, da una signora che doveva passare la domenica a vendere alla spicciolata a chi si presentava nel suo cortile, ci ha accolto come fossimo già conoscenti, probabilmente aveva voglia di scambiare 4, si fa per dire, chiacchere. Ci ha raccontato infatti che in questo periodo praticamente il tempo è dedicato tutto alla raccolta e alla cura dell'ortaggio, e dice"non go tempo gnanca par far da magnar, son sempre nei campi a controllar che i butei (i ragazzi) i tira su i sparasi con maniera"...........poi ci offre da bere e si avvia in una chiaccherata su come passa la giornata........la mia metà che in fatto di chiacchere non si tira indietro........ povera me, la asseconda.
Io aspetto che finalmente uno dei due metta il punto alla frase, ma purtroppo le virgole abbondano. Allora con l'intenzione di lanciare un messaggio a "qualcuno" in particolare mi avvio alla macchina e appena la signora gira lo sguardo faccio quel gesto della mano che indica di avviarsi accompagnato da uno sguardo interlocutorio con sbuffo e con mio gran sospiro, finalmente arriviamo ai saluti.
Una volta a casa mi metto a spelare gli asparagi, come da consiglio della signora, e alcuni li cuocio con soffrittino di scalogno e brodo, intanto passo in padella pochi minuti un pugno di gamberi, che avevo in freezer, con del burro. Cotti gli asparagi, frullo il tutto, verso nella pentola dei gamberi, sul fuoco per mantenere il caldo, e aggiusto di sale. A fuoco spento aggiungo i semini di zucca tostati, quest'ultimi c'è chi li ha apprezzati e chi no, quindi fate un po' voi.



I verdi invece li ho fatti molto semplicemente come li ho sempre mangiati a casa mia, da piccola, a dir il vero gli asparagi li assaggiavo solo, ma mangiavo "i ovi al cereghin". Il paese dove sono nata e vissuta fino a quando non mi sono sposata......qualche "annetto" fa , praticamente dista pochi km dal confine con la Lombardia, quindi non so se questo sia dialetto veronese o mantovano perchè lo sentivo dire anche da amici mantovani, ma comunque le uova così cotte richiamano la cerega che non è altro che la chierica dei frati, da lì quindi "cereghin" .
Ora vi do una dritta su come fare queste uova che poi dovrete adagiare sugli asparagi.


Per la loro riuscita occorre :1) qualità delle uova (che devono essere freschissime), 2) scelta del tempo ideale di soffrittura del burro (che deve imbiondire e spumeggiare,3) tempo di cottura, il tuorlo non deve coagulare. Persino la salatura è importante: è opportuno dirigere il sale sul solo albume per evitare la formazione di macchie nel tuorlo. Ma il vero segreto e l'unica vera difficoltà è rompere le uova delicatamente e istantaneamente, evitando che il tuorlo perda di integrità o che residui di guscio restino inglobati nell'insieme.

Il sistema migliore è quello di battere seccamente, con una oscillazione del polso, l'uovo nella sua fascia mediana sull'orlo del tegame, aprirlo facendo leva con i pollici sui lati del taglio formatosi nel guscio. Occorre procedere con delicatezza per evitare che i bordi del guscio "feriscano" il tuorlo mentre cade nel tegame. Il tuorlo deve apparire tutt'intero, ballerino e tridimensionale. E ora dato che l'ovo al cereghin ha sempre rappresentato una ottima occasione per pucciare il pane, pucciate pure.

Ma se vi fosse venuto qualche dubbio sulla descrizione di questa ricetta e sempre che siate ancora qui,
vi informo che questa era una prova di resistenza alla mia capacità di rompere......... delicatamente............ proprio come il segreto per fare queste uova, che da qua sotto sembrano spiarvi!! Se siete arrivati fin qui AVETE SUPERATO BRILLANTEMENTE LA PROVA DI RESISTENZA.......o DI ROTTURA.... a voi il dilemma...e uova sianoooooo.




martedì 6 maggio 2008

cheese cake.........pomodorini e altro



Non so se si è capito, ma mi piace reinventare, non sempre riesce, ma non importa, si riprova e spesso tutto va a posto. Questa volta è toccato al chesee cake, golosa di tutto quello che è formaggioso e in particolare del tipo fresco avevo il desiderio di fare un tortino al formaggio che avesse l'aspetto ingannevole di un cheese cake, pensa e ripensa mi son detta "proviamo a imitare un cheese cake dai colori di panna e fragole". In realtà si vede benissimo che non sono fragole, avrei forse dovuto frullare il pomodoro, ma all'ultimo ho virato per le fettine intere e di questa ho preparato una monoporzione in due versioni, una vegetale e l'altra sfiziosa.


Alla prima ho aggiunto dei pomodori datterini di contorno.........come non si vedesse, immagino stiate tutti bene di vista....... veroo!! bè ve lo auguro!!

Alla seconda dei rotolini di sfoglia con semi di zucca tostati e salati.




Gli ingredienti usati sono: fette biscottate - 2 a persona, burro q.b., pesto d'aglio orsino, mozzarella, ricotta, odori e pomodori.

il procedimento è questo:
frullate le fette biscottate, mettete un pizzico di sale e un trito di odori a scelta, fate sciogliere il burro che vi serve per amalgamare le fette frullate, sistemate nella formina, che prima ungerete un po', per non rischiare come me, di sfilarla a botta di........accidenti........ (per essere gentile) e appoggiata sul fondo di un piatto premete bene per dare forma. Riponete in frigo e intanto fate grigliare due minuti le fette di pomodoro con un goccio d'olio (io lo faccio al microonde, ma penso vada bene un'antiaderente) . Frullate circa 100 gr. di mozzarella e 100 gr. di ricotta fino a rendere tutto cremoso, aggiungete un cucchiaino di pesto che può essere anche quello al basilico o altro che più vi piace, e una volta amalgamato per bene prendete la formina e sistemate la crema sopra la fetta biscottata. Ora sistemate i pomodori e decorate come più vi piace.

Poi ho pensato anche per chi ancora ai pomodori non si è arresa, e quindi ne ho fatto una
variante con prosciutto cotto, zucchine in una metà e prosciutto cotto pomodori l'altra metà.


Qui è per circa 4 porzioni e il procedimento è lo stesso ho solo aggiunto sopra un po' di origano e qualche goccia di pesto. Dato che dovrete sistemarla in una tortiera per dare la forma, ricordatevi di sistemare sotto il composto, la carta da forno per poi passarla sul piatto.

sabato 3 maggio 2008

Carpaccio di mazzancolle e tartare mista

Cotto o crudo.............???? vada per tutti e due, l'importante che ognuno gusti quel è meglio per sè. A mio marito e figlio piace il crudo di mare, a me e mia figlia solo qualche assaggino, ma preferiamo il cotto. Una volta circa alla settimana, Albè passa dal pescivendolo di fiducia e sceglie
quel che c'è di più fresco e italiano, in particolare di provenienza siciliana, anche con il consiglio di chi lo vende, per preparare una cena a base di cruditè: mazzancolle, gamberoni rossi, cannochie e scampi, poi abbina qualche ostrica, e poi i carpacci, però sapendo che noi apprezziamo molto meno rispetto a loro, ci procura gli scamponi che cuocio al vapore. Sono talmente saporiti che non c'è bisogno di salare e condire; oltre a quest'ultimi mangiamo i carpacci, a volte di tonno, altre di ricciola e noi con il crudo di solito ci fermiamo a questi ultimi. Più avanti magari, vi posterò una di queste cene, intanto vi posto questa che è venuta quasi per caso.


La settimana scorsa mi è venuta l'idea, che mi sembra di aver visto su qualche rivista, ma in realtà non ricordo bene, di fare le mazzancolle a carpaccio, e dato che non ricordavo il procedimento sono andata a intuito. Ho tolto il carapace e il filo nero al gambero e l'ho tagliato sul dorso senza però arrivare in fondo, poi l'ho appoggiato a lato su un foglio di carta forno che ho poi richiuso a libro sul gambero, a questo punto ho preso il batticarne e con qualche colpetto leggero ho battuto due - tre volte. Aperto il foglio, il gambero era pronto e con la lama di un coltellaccio sono passata sotto per sollevarlo e adagiarlo sul piatto. Visto che il primo era venuto bene, ne ho preparato una decina e li ho accompagnati ad una tartare fresca di frutta e verdura.
Per la tartare ho usato un'arancia, un kiwi, un finocchio, e peperone rosso. Ho pelato a vivo l'arancia, e il kiwi, pulito il finocchio e il tutto tagliato a cubetti. Ho preparato un'elmusione di olio, limone e mezzo cucchiaino di senape e l'ho versata sulla tartare. I gamberi li ho adagiati e conditi a raggiera sul piatto e al centro ho sistemato un coppapasta per inserirvi la tartare decorando con filetti di peperone rosso. A questo punto però ero curiosa di sentirne il sapore e quindi con coraggio mi sono lanciata...............bè insomma più che lanciata, seduta, per provare questa novità, ne ho preso giusto due centimetri.............hummmm niente male, pensavo fosse una cosa viscida, invece per niente e mi devo ricredere, il sapore è delicato e l'effetto non è male, ne mangio ben due............intere e così posso dire di aver superato l'esame degustazione crudo!!!!!
Ora tocca a voi!!!


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