mercoledì 25 giugno 2008

zucchine........d' altri tempi




Quando le zucchine raggiungono una certa dimensione e l'interno è troppo pieno di semini o si buttano.......o si fa una zuppa....o non so cosa altro. Io ho una ricetta che ho imparato da mia suocera. Una volta l'anno, in genere ad agosto si parte per Benevento dove appunto vivono i genitori e alcuni fratelli di mio marito, e durante la permanenza si mangiano piatti tipici del Sannio.....ora queste zucchine non so se fanno parte della tradizione o se in realtà sia un modo saggio, suggerito da altri tempi lontani e meno fortunati, dove non buttare niente era una necessità........visto che la famiglia era di otto persone che dovevano mangiare......fatto è che queste zucchine le ho viste fare così......
Si prendono le zucchine e si scavano al loro interno



dopodichè si tagliano dal lato corto in pezzi da circa 1 cm. e si distendono su uno strofinaccio, che io di solito appoggio sulla lastra del forno, e si mettono al sole......si lasciano qualche ora fino a quando li sentirete asciutti al tatto e poi li sbollentate 7 - 8 minuti, io li preferisco croccanti, poi scolate e intanto preparate un trito di aglio ( a piacere) e mentuccia, aggiungete l'olio e il sale, emulsionate bene e condite le zucchine, per ultimo un pizzico d'origano, e aggiungendo anche qualche pomodorino e una mozzarellina........ la mia cena fu!!

Purè di zucchine




Per il purè ho seguito una ricetta letta su una rivista, ma.......quale rivistaaaaaaa......?????
Ricordavo il procedimento, ma non le dosi, quindi queste le ho aggiustate secondo la mia logica.
Ho fatto a tocchetti le zucchine e le ho messe in padella con olio, sale, 2 spicchi di aglio intero che poi ho tolto, basilico, prezzemolo e qualche fettina di cipolla. Mentre cuocevano, ho messo a bollire 50 gr. di riso basmati in 250 cl. di latte e ho lasciato che si asciugasse tutto il liquido, una volta cotto, a fuoco spento ho aggiunto una fettina di burro e tre belle cucchiaiate di parmigiano,
a questo punto ho frullato zucchine e riso, ho aggiustato di sale e l'ho accompagnato a questi bocconcini di pollo

domenica 22 giugno 2008

Salsa all'avocado e feta al profumo di finocchietto



Due mattacchioni Biru e Mila che ho scoperto da poco mi hanno premiato con il premio ArteyPico peccato che mi premiano e .....non mi avvisano....passando per caso da loro leggo e .....ma va.....ci sono pure io........e Biru come svicola all'empasse.....?"volevo vedere se eri attenta" quello che non sa Biru è che io di solito sono seduta dietro la cattedra a controllare l'altrui attenzione, ...........però questo mi fa ricordare una vecchia serie televisiva degli anni '70 " attenti a quei due" che ben si addice a questi due simpaticoni che mi hanno premiato con questa motivazione:
al blog di un amica conosciuta da poco ma con ottime premesse: Mangiare è un po’ come Viaggiare di Astrofiammante, molto belle le sue ricette e sempre accompagnate da testi interessanti e divertenti, ci piace anche la partecipazione a Riciclolaricetta
Quando passo da loro, qualche risata mi scappa sempre, il loro è un blog goliardico, e anche di curiosità culinarie e non.
Il premio è un riconoscimento alla creatività e alla fantasia e queste sono le regole:

1) Scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!

2) Ogni premio assegnato, deve avere il nome dell’autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;

3) Ogni premiato deve esibire il premio e metter il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato;

4) Pubblicare le regole.

A chi posso passarlo ora? ................penso e mi vengono in mente parecchi nomi, ma stiamo alle regole e allora consegno a:
Brii, questa apina sempre in volo, non ho capito ancora come faccia a volare sempre, ma credo faccia comunella, con Harry Potter, che le consiglia qualche intruglio. Riesce a fare "passeggiate" turistiche, cucinare, postare, accudire figli e marito ...........e altro.
A Marcello Valentino uno chef siciliano che trasporta nelle sue ricette i sapori della sua terra in modo innovativo.
A Rocco e Fiammetta che formano una coppia complementare in cucina con piatti e foto invitanti e stimolanti.

A Ciciuzza perchè sfogliando il suo blog trovo che abbia parecchie ricette interessanti ben presentate e che io vorrei provare.
A Ilaria perchè vivendo a Boston,magari con questo premio la faccio sentire un po' a casa e perchè nelle sue ricette ci mette spesso del suo e rivisita come capita anche a me.

Questa settimana sono arrivata spesso a casa sul tardi e di cucinare non c'era materialmente il tempo, e poi il caldo comincia a far
si sentire e piatti cucinati non ne ho fatto, una sera siamo usciti.....un'altra , ho preparato un insalatona raccogliendo tutte le verdure che stazionavano in frigo, due uova con una data di scadenza che era al limite........non si sa mai che mi ritrovo qualche pennuto giocare a ping pong con i piselli della pentolina accanto......... e una classica scatoletta di tonno che nelle dispense di solito non manca mai. Non tutti erano proprio d'accordo sul fatto di trasformare l'insalatona in una cena, e la scusa dello stare un po' in dieta non ha convinto molto.......ma l'alternativa era......ti faccio una minestrinaaaaaa???? OK vada per l'insalatona, a volte mi stupisco di come sono convincente!!
Ma veniamo al dunque, un'altra sera ho comprato affettati vari, mozzarella, formaggi e accompagnato con un pinzimonio cremoso di cui ora, per restare in tema di creatività, vi do la ricettina, adatto anche ad una sera che avete voglia di qualcosa di sfizioso e fresco.
Girovagando per librerie come faccio spesso, anche solo per sfogliare libri di ricette o di viaggi, ho letto questa ricetta che prevedeva però l'uso del cetriolo........e questo era già un ostacolo, il cetriolo qui ha l'embargo e perciò
vi ricordate ? lei è la mia ispiratrice, la lampadina cuciniera che al supermercato mi suggerisce di sostituire il cetriolo con un avocado.

Gli ingredienti usati perciò sono questi: 150 gr. di yogurt greco, 120 gr. di feta, un avocado, 5 o 6 rametti di finocchietto, 3 cucchiai di olio e un pizzico di sale. Lavate con acqua fredda la feta per togliere un po' di sale, asciugatela con carta da cucina e poi frullate tutti gli ingredienti fino ad ottenere una crema omogenea. Io ho aggiunto un pizzico di sale rosso alla fine.
Sciegliete verdure a piacere e tagliatele a fettine, per poi intingere nella cremina e sgranocchiare.

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mercoledì 18 giugno 2008

testaroli della lunigiana


TESTAROLI
I Testaroli di Lunigiana sono la più antica "pastasciutta" del mondo, in quanto consumati già ai tempi dell'Impero Romano; ancora oggi sono preparati con ingredienti semplici come la farina, il sale e l'acqua. 
Per ben duemila anni, i testaroli si continuato a preparare e a consumare solo nella zona dell'antica città romana di Luni, sito archeologico, in provincia di Massa e Carrara.

I "Testaroli", che prendono il nome dal "testo" romano, il contenitore - un tempo in argilla, adesso in ghisa - in cui vengono cotti, sono a base di farina di grano, sale e acqua e si presentano come dei dischi sottilissimi.

Per la cottura vengono tagliati a quadretti o losanghe di 4-5 centimetri di lato, quindi versati in una pentola di acqua salata bollente spegnendo il fuoco; infatti la cottura deve avvenire a fuoco spento, per circa 3 minuti, poi si scolano e si condiscono o con il pesto - come vuole la tradizione di Lunigiana (siamo ai confini con La Spezia) - o con altro sugo preferito. Con un "Testarolo" si preparano 3/4 belle porzioni.

A metà aprile siamo stati un week end in versilia, Viareggio, e abbiamo visitato anche i dintorni in direzione La spezia,passando per Luni, Sarzana, Colonnata e arrivando a Lerici.
A Sarzana, abbiamo comprato il testarolo che vedete sopra, il disco di pasta l'ho tagliato con il tagliapasta seghettato ricavandone dei quadrotti che ho poi cotto in acqua bollente.......come per cuocere la pasta e condito con pomodorini freschi e pesto; anche se sembra dalla ricetta originale trovata in rete, che la cottura sia leggermente diversa.

Ed ecco la ricetta originale trovata nel sito della Lunigiana;

La Preparazione 
(per 8 persone) Mescolare 800 gr.di farina con un pizzico di sale e acqua tiepida, ottenere una pastella molto morbida, lasciare riposare per 10 minuti circa. Scaldare il testo sul fuoco, (si può cuocere anche con una padella antiaderente), versare la pastella alta mezzo centimetro, lasciare cuocere per 5 minuti per lato. Lasciare raffreddare e tagliare a losanghe di circa 3 cm per lato.
Buttare i testaroli in acqua calda salata (l'acqua non deve bollire) ; infatti la cottura deve avvenire a fuoco spento, per circa 3 minuti, lasciare rinvenire alcuni minuti, scolare e condire con pesto e formaggio parmigiano grattugiato.

sabato 14 giugno 2008

Girotondo di zucchine e uova

Prima di passare alla ricetta, vi voglio raccontare una bella favola.....la favola del nodo d'amore

Alla fine del ‘300, nel corso delle numerose guerre che segnarono l’Italia settentrionale, il signore di Milano Giangaleazzo Visconti, detto il Conte di Virtù, raggiunge le sponde del Mincio e vi stabilisce una testa di ponte per lo sviluppo di un piano militare contro i suoi nemici.
Nell’accampamento delle truppe viscontee, il buffone Gonnella, intrattiene i soldati alla luce del falò, raccontando un’antica leggenda: questa vuole che le acque del Mincio siano popolate da Ninfe bellissime che talvolta escono dal fiume per danzare in prossimità delle rive ma, una vecchia maledizione le costringe ad assumere le sembianze di orride streghe.
Mentre tutto l’accampamento cade nel sonno, provenienti dal fiume appaiono le streghe, che iniziano a danzare tra i soldati addormentati, soltanto Malco, il loro valoroso capitano, si ridesta e affronta le misteriose creature che vedendosi scoperte fuggono verso il Mincio. Una di queste viene raggiunta e nel tentativo disperato di scappare perde il mantello che l’avvolge rivelandosi inaspettatamente una splendida ninfa.
Nel breve corso della notte tra i due nasce l’amore e l’alba li sorprende a promettersi eterna fedeltà.
Silvia, la bella Ninfa deve ritornare nelle profondità del fiume prima del sorgere del sole e lascia a Malco, quale pegno del suo amore, un fazzoletto teneramente annodato.
Il giorno seguente giungono alla presenza del Conte di Virtù tre splendide ambascerie, durante il ricevimento alcune belle fanciulle eseguono una danza in onore degli ospiti.
Il capitano Malco, riconosce in una di esse,Silvia, che l’amore ha spinto ad affrontare il mondo tumultuoso degli uomini.
Gli sguardi innamorati tra Silvia e Malco destano però la gelosia di Isabella, nobile dama cugina del Conte di Virtù, che da tempo aspira all’amore del capitano.
Spinta da gelosia, Isabella denuncia come strega al Conte la bella ninfa. La festa viene subito interrotta e dato l’ordine di arrestare Silvia. Malco impetuosamente si frappone tra la fanciulla amata e le guardie, consentendole di fuggire verso il fiume, poi si arrende e consegna la spada al Conte adirato.
Al calar della sera, Isabella, si presenta a Malco che langue in una cella: tormentata per il suo gesto invoca il perdono e la comprensione del prigioniero. Mentre i due si parlano, riappare Silvia, ancora una volta emersa dal fiume per salvare l’amato, costringendo Isabella a ritirarsi sconfitta. Silvia propone a Malco, l’unica via di scampo; non sulla terra, dove ormai non ci può essere felicità per i due amanti ma, nelle acque dove vivono le ninfe. Malco accetta senza esitazione e si dirige con Silvia verso il fiume.
Il Conte di Virtù allertato dalle guardie si lancia all’inseguimento ma, viene momentaneamente fermato da Isabella, che pentita chiede rispetto e comprensione per un amore che non conosce limitazioni.
Arrivati al fiume, poco dopo che Silvia e Malco si sono lanciati nelle acque, il Conte trova abbandonato sulla riva il fazzoletto di seta dorata, simbolicamente annodato dai due amanti per ricordare il loro eterno amore.
Ancora oggi si racconta come le donne e le ragazze di quel tempo nei giorni di festa avessero voluto ricordare la storia dei due innamorati tirando una pasta sottile come la seta, tagliata e annodata come il fazzoletto d’oro e arricchita di un delicato ripieno.

Era nata la leggenda del tortellino di Valeggio!E così oltre agli innamorati più famosi del mondo, Giulietta e Romeo, abbiamo anche Malco e Silvia, la loro storia però finisce come tutte le favole.....e vissero felici e contenti.

Io però ancora non mi sono avventurata a prepararli e per ora mi affido al mio fornitore .....mio ...si fa per dire, che al venerdì al mercatino rionale oltre a vendere formaggi di tutti i tipi, porta anche la pasta fresca di Valeggio, la compro e un po' la congelo così in giornate come questa....... e come pensate che sia.......ovviamente pioveeeeeee e fa anche frescolino, i tortellini in brodo vanno giusto bene.

se ne volete sapere qualcosa in più della festa del nodo d'amore: tavolata di 4000 commensali

la vera ricetta dei tortellini diValeggio

Ma ora veniamo alla mia ricetta facile facile e veloce veloce.
Ci sono sere che l'appetito non è al cento per cento e quindi si mangia qualcosa di veloce e poco impegnativo......e se gli ingredienti sono dei più semplici mi diverto a comporre il piatto e mi diverto anche con poco.....cambiamo la posizione delle zucchine e il gioco è fatto.....

Oramai le zucchine sono spesso presenti in tavola a patto che si presentino con look diverso...... altrimenti prendono la via del giorno dopo..... e dopo ancora ....o di passare a miglior vita finendo in una pasta con super dose zucchinaiola. E' pur vero che a volte basta ben poco.....come in questo caso.


Ho preso le zucchine, le ho tagliate per il lungo sottilmente e soffritte per pochi minuti con pizzico di sale, olio e un cucchiaino di pesto . Ho preferito lasciarle croccanti, poi le ho tolte dalla padella e nella stessa vi ho cotto le uova ( 2) stemperandole direttamente lì, salate e spolverate di formaggio grana. Tutto qui!! troppo facile?

mercoledì 11 giugno 2008

evvviaa si ricicla..pennette ai formaggi in coppetta di peperone



Partecipo alla ricetta del riciclo con un'unica ricetta ma due ricicli......infatti in frigo stazionano dei resti di formaggio di caprino, di robiola ( quella del chesee cake) e di un altro formaggio che ora non ricordo più esattamente quale fosse........ma non è finita... oltre ai formaggi ho dei peperoni verdi che mi sono dimenticata nel cassetto della verdura, ai quali, durante la settimana, appunto non ricordandoli ne ho aggiunto uno rosso, un altro verde e uno giallo........in più nel forno ho due ciabattine.........di pane ovviamente,non devo certo scaldarmi i piedi, che ho biscottato per farne pane gratuggiato. Dato che me ne volevo liberare in unica volta ho pensato di fare questi peperoni ripieni di pasta ai formaggi e gratinare con il pane gratuggiato e aromatizzato.

Quindi frullate i formaggi grossolanamente e qualche pezzo lo frullate aggiungendo tre rametti di prezzemolo, un ciuffetto di rosmarino, e 2 foglioline di salvia ed ecco il risultato:



Intanto cuocete la pasta corta che preferite e mettete ad arrostire i peperoni al crisp in microonde con un filo d'olio e sale, oppure al forno normale.....però non so dirvi i tempi, quando li sentirete abbastanza teneri li dividete a metà, togliete i gambi e i semini.
Una volta cotta la pasta scolatela lasciando qualche cucchiaio di acqua e versatevi i formaggi aromatizzati, mescolate per bene e sistemate nei peperoni. Spolverizzate con il pane, a sua volta gratuggiato con gli stessi aromi usati per i formaggi e altro filino d'olio rinfornate per dorare un po' il tutto. Ed ecco che il frigo è ripulito e pronto ad accogliere una spesa più fresca.




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sabato 7 giugno 2008

un sole di cheese cake al lime e fragola

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Sabato scorso siamo stati invitati da mio fratello per una serata dedicata al barbecue, avendo una terrazza abbiamo mangiato fuori in compania di altre coppie, io ho pensato di portare un dolce fresco e ho pensato ad un cheese cake......a modo mio......cioè improvvisando la ricetta e sperando nella riuscita, infatti mi sono guardata dal dire che dolce avrei portato, almeno mi riservavo di scappare in pasticceria se ne fosse uscita una schifezza.
L'ho preparata nel primo pomeriggio in modo potesse rimanere in frigorifero per almeno 4-5 ore e comunque non sapendo se la gelatina fosse sufficiente temevo il peggio al momento di sformarla, invece per fortuna non se ne andata in giro per il tavolo e chi l'ha mangiata l'ha apprezzata, qualcuno con doppia porzione.
Quindi vi do gli ingredienti: 3 vasetti di yogurt alla vaniglia ( Muller) 2 hg. di robiola, 350 hg. di panna, 3 lime, 3 arance, un po' di marmellata di fragole, 6 cucchiai di zucchero vanigliato, 6 fogli di gelatina, 100 gr. di oro saiwa, 250 gr. di macine del mulino bianco, 13 meringhe, 90 gr. di burro, 150 gr. di zucchero.

Preparazione :
Frullate i biscotti, un po' alla volta, e fate sciogliere il burro che poi unirete alla farina di biscotti amalgamando per bene fino a quando vi sembrerà sabbia bagnata. Mettete la carta da forno sul fondo di una tortiera a cerniera(diametro 24) e pressate con un cucchiaio l'impasto, poi mettetelo in frigo. Versate lo yogurt nella ciotola e amalgamatevi la robiola con i 6 cucchiai di zucchero vanigliato,fino a diventare una crema liscia, montate a parte la panna e aggiungetela al resto della crema . Mettete la gelatina per qualche minuto nell'acqua e poi, strizzata, la fate sciogliere in un goccio di latte tiepido, quando si sarà raffreddato versate il tutto nel composto cremoso.
Rimescolate bene e versatelo sul fondo di biscotti, spianatelo per bene e riponete in frigo. Spremete le arance e i lime, io di una arancia ho messo anche la polpa togliendovi però la pellicina alle fette, e qualche scorzetta di lime, aggiungiamo 150 gr. di zucchero e mettiamo a bollire fino a che si sarà caramellato (circa 20 minuti a fuoco moderato), lasciamo raffreddare. Prendiamo la torta e facciamo il contorno con la marmellata di fragole, che potete diluire con un cucchiaio di acqua zuccherata se fosse troppo densa, poi mettete al centro la gelatina di lime e arancia. Terminate con le meringhe, tutt'intorno....... che io ho comperato.

mercoledì 4 giugno 2008

Caprese in forma, zucchina ripiena e crostone



Di sera in questa cucina si mangiano pochissimo i primi, ma spesso quando comincia a fare caldo è facile trovare dei piatti unici, accompagnati poi da verdure varie, tipo una cotta e altre crude, questo piatto è uno di quelli. Ora che le zucchine sono nell'orto.......io ho solo un balcone, ma ho la bella fortuna che papà coltiva l'orto, con un campionario di verdure, e nella visita settimanale faccio per così dire la spesa di quello che passa l'orticello, dato che papi mette le verdurine anche per noi...........lui ha 83 anni, ma ringraziando il cielo è in buona salute e spero sia così ancora per molto, indipendentemente dall'orto ovviamente. Tiene anche i polli che una volta arrivati, per loro sfortuna, al giusto peso, si trasferiscono loro malgrado nel freezer dove aspettano pazientemente il turno domenicale per passare a zona più calda appesi ad uno spiedo, dal quale arrivano nei nostri piatti a soddisfare i nostri palati. Questo piatto è compito prettamente di papà, ma non vi dico cosa prepara mamma........sembrerebbe che durante la settimana fossimo perennemente a digiuno.....ma ve lo racconterò in qualche altro post.
P.S. qualsiasi gallinella, (ad esempio gallinella LO) passi di qui, non si spaventi, i malcapitati sono solo polli maschi.




Vi dò ora le indicazioni del caso: ho raccolto le piccole zucchine con il fiore che ho staccato e messo da parte, poi le ho tagliate a fettine lasciandole attaccate nell'estremità, e aperte a ventaglio le ho passate a fuoco alto in padella antiaderente, velocemente con un filo d'olio e sale. Tolte e messe su un piatto; ho preso i fiori e dopo aver tagliato i pistilli interni, li ho riempiti con la crema di formaggio di robiola insaporita al basilico e anch'essi cotti velocemente per qualche secondo e rigirati una volta.

Le mozzarelline di media misura le ho scavate al centro con coltellino affilato, e le ho riempite di pomodorini preaparati a cubetti con origano, basilico, pezzettino d'aglio, sale e olio.

L'interno tolto, giusto per non perdere tempo a sistemarlo, ce lo pappiamo direttamente.
Il crostone di pane tostato l'ho spalmato di robiola e un pizzico d'origano, sistemandovi sopra dei filetti di sarde di lago sott'olio.

domenica 1 giugno 2008

Pollo al profumo di menta



Questa ricettina è facile facile, non si discosta molto da quello che è un semplice pollo arrosto in padella, la variante è nel profumo della menta. Ora vi do la ricetta e i consigli del caso.
Andate nel vostro pollaio, acchiappate un giovane e aitante pollo.....come scusa? non avete un pollaio? Va bè allora andiamo dal macellaio.....che se è giovane e aitante anche lui non guasta e comprate 'sto benedetto pollo .......fatevelo tagliare a pezzi medi e tornate a casa......ovviamente non è il caso di andare a fare shopping in compagnia del cadavere nella borsa.
Preparazione:
Tritate la menta, circa una decina di foglie, con un uno spicchio di aglio e rosmarino, mettete il trito sotto la pelle del pollo , in cui avrete ricavato una piccola tasca con il coltello e riappoggiate la pelle. Fate rosolare in una padella antiaderente e a fuoco vivace il pollo dal lato della pelle, per qualche minuto, salate e poi abbassate e lasciate rosolare fino a cottura. Non aggiungete olio o burro, o al massimo solo un filo, all'inizio.

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