giovedì 25 febbraio 2010

zuppa di mele, fiocchi d'avena e prosciutto crudo

Questa zuppetta ero curiosa di assaggiarla, ma seppur le dosi che vi lascio sono per 4, in realtà io mi sono arrischiata a farne una sola porzione per me, pensavo infatti che il sapore della mela  potesse essere stucchevole apportando un gusto dolciastro tanto da coprire il salato, che invece, essendo una zuppetta, era quello che doveva predominare. L'idea poi delle mele sole, senza alcun cereale mi sembrava mancante di un elemento, quindi ho pensato di aggiungere i fiocchi d'avena e per completare un tocco esotico di cannella, che con la mela si sposa sempre bene. In realtà la mela si insaporisce prima con il soffritto, poi cuocendo nel brodo perde  in buona parte la sua parte dolce  amalgamandosi benissimo con i fiocchi d'avena. La zuppetta è risultata saporita e l'unica variante per aggiustare il tiro, secondo me è provare con mele più acidule, tipo le granny smith o le renette trentine, ma per il resto direi che è apposto, mi è piaciuta.

Ingredienti per 4 : 500 gr. di mele (io ho usato le stark), 8 cucchiai di fiocchi d'avena, 2 fette di prosciutto crudo da 80 gr. circa ( ma potete sciegliere anche speck...oppure 1 di pancetta e 1 di prosciutto), mezza cipolla di tropea, 1 litro di brodo vegetale  (ad esempio di carota, sedano, cipolla,  usando comunque solo l'acqua aromatica, non il passato), sale, un filo d'olio, formaggio grana grattugiato e cannella in polvere.
Preparazione : preparare il brodo con le verdure scelte e salare, tritare finemente la cipolla, fare a dadini il prosciutto, pelare le mele, affettarle sottilmente e tritarle grossolanamente, mettere in una casseruola a soffriggere, con un filo d'olio, pochi minuti il prosciutto e la cipolla, aggiungere poi le mele per altri 3 minuti. Versare quindi il brodo e i fiocchi d'avena, lasciare bollire per circa 20 minuti, o finchè le mele e i fiocchi si sono bene ammorbiditi legandosi fra loro in unico composto denso e cremoso. Una volta impiattato cospargere con il grana e una spolveratina di cannella.

domenica 21 febbraio 2010

pizzette di patate


Veloci e facili, queste pizzette possono fare da antipasto, se ne servite una, oppure da primo se ne servite 3. Gustose e sfiziose, ma tutto sommato poco caloriche.....bè sempre che non se ne mangi tutte quelle che stanno nello stampo ;-)) 

Nota : scegliere patate bianche farinose, non quelle gialle perchè lavorandole diventano collose e una volta cotte gommose.


adatte a chi soffre di celiachia, quindi Glu.free.

Ingredienti  per 9 pizzette : due patate medie bianche ( circa 400 gr.) (quelle per gnocchi) due cucchiai colmi di fecola di patate, due cucchiai di olio, sale q.b., 3 pomodori pelati, 100 gr. di mozzarella, origano.

Preparazione : pelate e lessate le patate, schiacciatele e unitevi la farina, impastate quel tanto per compattare l'impasto e prendetene una pallina grossa il doppio di una noce, sistematela nello stampo per tartellette e premendo, dategli la forma con un po' di incavo al centro.Mettete  nell'incavo il pomodoro e i pezzetti di mozzarella, spolverate con l'origano e per ultimo un filino d'olio.Infornate a 200 gradi per 10 - 15 minuti, praticamente  quando saranno dorate e la mozzarella sciolta.
Consiglio, con il senno del poi, l'origano e la mozzarella meglio metterli agli ultimi minuti, la mozzarella resterà più morbida e l'origano resterà più profumato

mercoledì 17 febbraio 2010

pandorini al kefir


Siamo fuori tempo per pandori e panettoni e comunque non mi sognerei mai di mettere le mani in quella pasta ..........richiede tempi troppo lunghi e sicuramente dimistichezza con paste madri o lievitazioni varie che ancora non mi va di mettere in pratica, però durante la fiera di santa lucia, quando qui in città arrivano bancarelle di tutto un po' mi son ritrovata davanti ad un venditore di stampini in silicone....stampini piccoli piccoli per cioccolatini, passando per quelli medi per muffin e affini....per arrivare alle torte dalle forme più diverse.....e pure i coperchi per le pentole e proprio lì davanti...... le mie scarpe improvvisamente si sono incollate, e non c'è stato verso di farle alzare fino a che alcune di quelle formine non sono finite in un sacchettino tra le mie mani.....ecco ....ora all'improvviso le mie scarpe tornavano libere....e in quel sacchettino oltre a un paio di coperchi, vi era finito anche lo stampino dei pandorini, e mi son detta....per usarli,  mica dovrò fare  il corso dei lievitati ?......no no....al loro interno infatti vi è finito un altro impasto.


Ingredienti per 8 pandorini : 250 di kefir (latte fermentato), 2 uova, 125 gr. di zucchero, 430 gr. di farina manitoba, buccia gratuggiata di un'arancia, una bustina di lievito vanillato in polvere per dolci.

Preparazione : Riscaldare il forno a 180 gradi, mescolare le uova con il kefir, aggiungere lo zucchero e la farina con il lievito setacciati, poi la buccia d'arancia, versare negli stampini di silicone e infornare per circa 30 minuti, o fino a quando si cominceranno a colorare.( Fare la prova stecchino per sicurezza).Sono morbidi, ma non aspettatevi la sofficità di quelli industriali, anche perchè qui non ci sono grassi, ma lievitano benone e magari sono anche un po' light, che non fa mai male.


lunedì 15 febbraio 2010

breatl

























Trentino Altoadige

Ci ho preso gusto.....e continua la sagra di pane sud-tirol, questa volta è il turno del pane Breatl, pane di segala tipico della val pusteria, che si sposa perfettamente allo speck e ai vari  salumi affumicati e non solo.......infatti se spalmato con un velo di burro, si accompagna deliziosamente alle marmellate, magari ai frutti di bosco, ma a me piace anche con la nutella.....e in più ha anche la caratteristica di mantenersi per vari giorni se tenuto in sacchetto di pane a sua volta dentro uno di plastica......se poi lo tostate riprende i suoi profumi di finocchio e cumino. Io ho trovato la farina già miscelata e con il lievito,  della RIEPER, farina prodotta a Bolzano, ma trovata anche qui in un supermercato locale.( per i veronesi, da Martinelli), è una farina che ha già la miscela di semini profumati come quelli di finocchio, carvi ( detto anche cumino) e coriandolo.



Vi lascio la descrizione della ricetta direttamente dalla confezione, ma vi do qualche consiglio: impastate con l'impastatrice, ma se non l'avete usate un forchettone o una spatola, a seconda di come vi trovate meglio, ma evitate di usare le mani direttamente con l'impasto, vi rimarreste invischiate dato che risulta molto appiccicaticcio. Aiutandovi sempre con un attrezzo, rovesciate l'impasto su un piatto preventivamente spolverato di farina e spolverate poi anche il composto, coprite con un panno per 10 minuti, per dare forma ai panini basterà  staccare pezzi di pasta usando un cucchiaio infilato prima nella farina, posate i pezzi ricavati, arrotondando un po',  sul foglio di carta da forno e lasciateli  lievitare 50 minuti.


che dite, ci assomigliano?? certo che sì!!


ricetta che partecipa all'abbecedario d'Italia 

giovedì 11 febbraio 2010

risotto ai gamberi, arancia e sedano


Da qualche tempo cerco di usare il sedano in modi diversi dal classico uso in pinzimonio o come odore...ho trovato questa ricetta  nei foglietti che mi trovo nella cassetta del bioexpress e dato che mi ispirava sia perchè c'erano i gamberi sia per l'uso dell'arancia, l'ho messa in cantiere.

Ingredienti per 4 : 300 gr. di riso vialone nano, il cuore di un sedano, 1 arancia, 4 gamberoni mazzancolle, 24 gamberi, una noce di burro.
per il brodo : 600 ml. di acqua, mezza cipolla, mezza carota, un gambo di sedano, qualche fogliolina di basilico, sale grosso, le teste dei gamberoni.

Preparazione : Grattuggiare la buccia dell'arancia, e poi spremerne il succo. Pulire i gamberi dal carapace e dal filo scuro sul dorso aiutandovi con uno stecchino, e mettete le code ottenute a marinare con 5 cucchiai di succo d'arancia, olio e pepe sale, mettere da parte. Preparare il brodo con le varie verdure e le capoccie dei 4 gamberoni lasciandole a bollire  per 10 minuti, poi prelevatele, e lasciate bollire per circa altri  15 minuti. Tritare il cuore di sedano comprese le foglioline tenere, e farlo appassire assieme ai 4 gamberoni con poco olio eventualmente qualche cucchiaio di brodo, un cucchiaino di buccia gattuggiata, per 5 minuti, lasciandolo croccante.Togliere il tutto dalla pentola e versarvi il riso a tostare per 2 minuti,sfumare con il resto del succo d'arancia, aggiungere poi il brodo a più riprese fino a ultimare la cottura del riso, prima di finire però tagliuzzare le code di gambero marinate e aggiungetele al riso assieme al sedano tenuto da parte trattenendone 4 cucchiai, la noce di burro, pepe macinato fresco e a quel punto finite la cottura. Impiattate decorando con fettine d'arancia, prezzemolo tritato,  qualche pezzetto di sedano che avete da parte e un gamberone al centro.


lunedì 8 febbraio 2010

Ossobuco a cottura lenta.... e non solo lui




Sabato mattina è passato davvero in modo "originale" .....fare vocalizzi con l'otorinolaringoiatra non era proprio il mio sogno nel cassetto.....ma così è andata.......
Dunque qui si mangia pesce due volte alla settimana circa,  a me piacciono molluschi e crostacei in particolare ma per cambiare e per esaudire anche le altre richieste si fanno filetti e in alternativa pesci interi....giovedì sera era il turno del filetto di merluzzo, che in teoria essendo un filetto non dovrebbe avere lische o solo in minima misura, perciò avviso i miei coinquilini di fare attenzione,....giusto il tempo di dirlo......AHI AHI acc. una lisca...deglutisco ma sento sempre un pungiglione...mangio pane...la crosta...una mela.....una banana....ma niente da fare. Va bè, se  deglutisco a testa leggermente in su, non mi fa niente, quindi porto pazienza e penso che domani, mangiando, la cosa si risolve. Ma non è  così, la mattina successiva, un'amica mi suggerisce di andare al pronto soccorso... l'idea non mi attira per niente...vado al panificio e prendo pani di varie consistenze......ci riprovo e mangio mollica ...crackers ....altro tipo di mollica....ricotta....faccio gargarismi .....bevute.....cominciavo a sentirmi più o meno come credo si senta un'oca all'ingrasso.....ma arrivata a sera mi convinco che non c'era soluzione....dovevo convincermi ad andare, la mattina successiva vado e mi mandano dall' otorinoalaringoiatra che mi dice "signora si sieda ...appoggi bene la testa....dica AAAAA e tenga la lingua morbida" morbida?? cioè? ci riesco per qualche secondo "ah eccola lì, l'ho vista....(chiede all'infermiera) dammi una paletta e una pinza più lunga " oh oh oh  la cosa non mi piace per niente...e mi dice " adesso collabori e continui a dire AAAAA" ....non è poi così facile dire AAAAA con qualcuno che ti spiaccica la lingua  e ti sta per entrare in gola " eh no no così non ci siamo...su riproviamo" eh no adesso aspetti un attimo - dico io........qualche secondo di autocontrollo e si riprova.....AAAAAAAAAAAA( eh sì perchè la A la diceva anche il dottore insieme a me per sollecitarmi a non smettere, facevamo davvero un bel coretto,  ferma ferma....eccola, l'ho presa. Meno male, è durato pochi secondi....ma cominciavano ad essere troppi, quella maledetta mi si era conficcata proprio nella tonsilla destra, e a dir del dottore avrei potuto mangiare quintali di pane che non si sarebbe scomposta. Finalmente potevo riusare tutte le lettere dell'alfabeto........... Ora sarà il caso  di proporvi la ricetta del merluzzo accusato dell'attentato di sgonfiarmi le mie povere tonsille??....(che a dir del dottore sono piccoline) ma manco per niente......giù, in castigo nell'archivio più giù......vi propongo un bel ossobuco, che di sicuro per le dimensioni non si infila da nessuna parte e vi darà una bella e buona soddisfazione!!
La ricetta l'ho presa dal libro di Donna hay, e ci è piaciuta molto.



Ingredienti per 4 : 60 ml.di olio (mezzo bicchiere) 4 ossobuchi, farina pr infarinare, 1 porro, 2 spicchi d'aglio, 2 cucchiai di concentrato di pomodoro, 125 ml. di vino rosso, (185 ml. di passata di pomodoro, io non l'ho messa) 750 ml. di brodo di manzo ( io di dado bio) 2 rametti di rosmarino, 3 foglie d'alloro, sale pepe e 500 gr. di cannellini cotti a parte.
 

preparazione: passate la carne nella farina e fatela sfrigolare in un po' d'olio a fuoco medio 3 / 4 minuti per parte, tanto da dorare. Toglietela dalla padella e aggiungete l'altra  parte d'olio e il porro a tocchetti  lasciando cuocere per qualche minuto, aggiungete il concentrato di pomodoro, mescolate per un minuto e versate anche il vino, lasciate cuocere per altri 2 minuti e rimettete la carne nel fondo di cottura. Versate il  brodo, aggiungete il rosmarino, l'alloro e salate e pepate, portate a ebollizione, abbassate il fuoco al minimo, coprite e lasciate cuocere per circa 2 ore, o fino a quando sentirete la carne tenera. Aggiungete per ultimi i cannellini e lasciate insaporire per 5 minuti, sempre a fuoco basso.

mercoledì 3 febbraio 2010

Panini Laugenbrot

 

Trentino Altoadige

Quando entro da Alpigusto, il panificio di prodotti altoatesini, difficilmente esco senza questi,  mi piacciono molto, hanno un sacco di semini e una bella crosticina, ma morbidosi dentro.  Non mi è mai balenato l'idea di provare a riprodurli pensando che farli, per me fosse una cosa insuperabile, a dir la verità non mi ero nemmeno chiesta come si chiamassero, sempre per il motivo dell'impossibilità a riprodurli......poi sfrugugliando nel Web mi escono  in una foto e sgrano tanto di occhi a  vederli lì belli belli......i miei panini preferiti!!!!..... vado sul sito, e che ti vedo?? la ricetta è di Azabel, niente di strano direte voi....in realtà lo strano è che la coincidenza vuole, che proprio sabato scorso ci siamo conosciute in una incursione a Trento come potete leggere qui ....il mondo è molto più piccolo di quel che sembra....o almeno la blogosfera così ce lo fa sembrare......a questo punto non mi resta che leggere la spiegazione e così comincia balenarmi l'idea di provarci.....anzi decido, li faccio!!!
controllo se ho gli ingredienti ....ho quai tutto....ho la farina 00, ma quella 0 ce l'ho di farro.....non importa li faccio lo stesso,  il risultato è ottimo.....me la canto ...me la suono... e già che ci sono me li magno pure.





Vi lascio la ricetta con un copia e incolla, pari pari a quella di Azabel, ma      vi metto in parentesi le mie modifiche dovute agli ingredienti che hanno risposto all'appello ;-))  e partecipo all'abbecedario d'Italia                          
Ingredienti:
300 gr di farina 0 ( farina di farro 0 200 gr.)
200 gr di farina 00 ( farina 00 300 gr.)
15 gr di lievito di birra fresco ( 20 gr.di  lievito madre secco)
270 gr di acqua
1 cucchiaino di zucchero
40 gr di olio extravergine
10 gr di sale
sale grosso, cumino, semi di sesamo, semi di papavero o a vostro piacere ( io, con semini di finocchio, di papavero, peperoncino, semi di lino)

per la soluzione di bicarbonato:
1 litro di acqua
4 cucchiaini di bicarbonato
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di zucchero

Preparazione:
Sciogliere il lievito nell’acqua, aggiungere lo zucchero e qualche cucchiaio di farina; lasciar riposare il tutto per circa 15 minuti, finché il tutto non è ben schiumoso.
Inserire in una ciotola (o in quella dell’impastatrice) le farine setacciate, aggiungere l’acqua con il lievito ed iniziare ad impastare; dopo qualche minuto aggiungere anche l’olio e il sale.
Lavorare il tutto per 15/20 minuti finché l’impasto non è ben liscio ed elastico quindi trasferirlo in una ciotola, coprire con pellicola e lasciarlo lievitare 30 minuti.
Dividere l’impasto in pezzi da 35/40 gr e farne delle palline leggermente allungate e lasciarle riposare una decina di minuti.
Nel frattempo preparare la soluzione di bicarbonato mettendo sul fuoco l’acqua; raggiunto il bollore aggiungere zucchero, sale e bicarbonato e bollire le palline di impasto, 3 o 4 pezzi alla volta, per circa 30 secondi.
Scolarli ed appoggiarli direttamente sulle teglie coperte di carta forno (con questa dose serviranno 2 teglie 30×40) e cospargerli subito con sale grosso, semi di cumino o altri semini a piacere.
Accendere il forno e portarlo a 210°.
Praticare 3 tagli su ogni panino utilizzando un coltello molto affilato o -meglio- una lametta da barba, infornarli e cuocerli per circa 20 minuti.

lunedì 1 febbraio 2010

minestra di scarola e patate






Gli ultimi tre giorni di gennaio, che spesso sono i più freddi dell’inverno, sono popolarmente chiamati - i giorni della merla - e ciò per una leggenda che racconta di una merla che, appunto per il freddo intenso, si rifugiò, con i suoi merlottini in un comignolo, e ne emersero, il primo febbraio, tutti neri. E neri furono i merli da quel momento, perché prima erano bianchi.
Questa è ovviamente una  leggenda, ma nella tradizione rurale invece si dice che se sono freddi, la primavera sarà bella, se sono caldi la primavera arriverà tardi....quindi dalle temperature di questi giorni, ci dovrebbe attendere una bella primavera...staremo a vedere....

ma c'è anche un altro detto ........questo riguarda il 2 febbraio e dice...

"Quando vien la Candelora de l'inverno semo fora;
ma se piove o tira il vento de l'inverno semo dentro."

Questo sta a indicare che se il giorno della candelora si avrà bel tempo, la primavera sta già arrivando.
Al contrario, se alla candelora fa brutto, si dovranno aspettare ancora diverse settimane perchè l'inverno finisca e giunga la primavera.......se non altro le giornate si allungano e questo è già un segno positivo, ma stamattina, come potete vedere qui sotto, è una splendida giornata di sole,molto fredda ( si è ghiacciata l'aqua dei vasi) quindi incrociamo le dita e speriamo che lo sia anche domani!





Intanto visto le temperature meglio scaldarsi con delle belle e buone minestre, mi è arrivata nella cassetta di bioexpress una scarola riccia di una certa dimensione e ho pensato di farne una minestra di verdura.
 
Minestra di scarola e patate rosolate

Ingredienti x 4:un cespo di scarola riccia grande (circa 700 - 800 gr.), 400 g di patate,1 spicchio d’aglio, 1 peperoncino (facoltativo), 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, semi di lino (o altri a piacere), circa 6-7 fettine di lardo venato di rosa tagliato sottilissimo,(o in alternativa della pancetta) sale, pepe.
 

Preparazione: Lessare le patate con la buccia, una volta raffreddate, sbucciatele e tagliatele a tocchetti.
Nel frattempo mondate e lavate la scarola,
sbollentatela al dente. Sbucciate l’aglio e rosolatelo leggermente in padella con l’olio, unite la scarola tagliata a piccoli pezzi e lasciate insaporire per qualche minuto.Mettete le patate a tocchetti a rosolare in un'altra padella con le fettine di lardo, e i semi di lino, fate dorare e salate. Preparate circa 600 ml. di brodo con l'acqua della scarola e un dado bio.Impiattate mettendo la scarola con un mestolino di brodo e per ultime le patate ben rosolate nel lardo,servite ben caldo con fettine di pane tostato. 


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