giovedì 31 marzo 2011

margherita di pane di semola rimacinata

   
Ho seguito la ricetta presa dal libro - Tutta la bontà del pane - di Sara Papa, scoperto per caso in libreria senza conoscere l'autrice, le ricette mi sono apparse sfiziose tanto che complice anche il prezzo contenuto ho pensato di comprarlo.
A chi fa uso della pasta madre potrebbe piacere anche di più dato che negli ingredienti mette l'indicazione del lievito secco e anche della pasta madre. Dell'autrice, vi ho già postato i suoi pangoccioli che avete già apprezzato.

Un'altra cosa di cui vi voglio mettere al corrente è il tipo di lievito che ho usato e trovato in un super e non so se è grazie a questo lievito liquido e quindi ben amalgamabile alla farina, ne è uscito un buonissimo pane di farina rimacinata di semola di grano duro, un buon pane dal sapore rustico che ho adornato con dei semi di zucca, mi ha stupito la mollica con una bellissima alveolatura compatta ma morbidissima, se la premi con un dito ritorna su come fosse una spugna, con una bella crosticina all'esterno.

Ingredienti : 500 gr. di semola rimacinata di grano duro, 100 gr. di latte, 200 gr.di acqua, 12 gr. di lievito di birra o 150 di lievito madre, io ho usato questo lievito liquido, 1 cucchiaio di miele, 5 gr. di sale.

Preparazione : sciogliete il lievito nei due liquidi già uniti tra loro e appena appena tiepidi, versate il miele e amalgamate, per ultimo aggiungete il sale.

Impastate fino a ottenere un panetto morbido e liscio. Coprite con un foglio di pellicola e lasciare lievitare per 30 minuti. Sgonfiate picchiettando l'impasto e formate 5 panetti allungati che poserete sulla leccarda rivestita di carta forno mettendoli in cerchio e unendoli tra loro dal lato più corto leggermente spennellati di acqua. Fate tre tagli trasversali sulla loro superficie e rimetteteli coperti a lievitare finchè raddoppieranno il loro volume. Cuocete poi in forno preriscaldato a 220 gradi per i primi 5 minuti e poi a 180 gradi per circa altri 20 minuti o poco più.


lunedì 28 marzo 2011

salsa strudelina alle pere


Questa ricetta è una di quelle che sono scivolate troppo in basso nella list delle bozze, ne ho un'altro paio.... e fino a quando non mi è capitato in mano il foglio dove stava scritta la ricetta, infilato in un libro di ricette che stavo spaginando in cerca di un idea per il contorno per la sera, non mi son ricordata della sua esistenza. Questa ricetta è comodo averla nella dispensa perchè può essere un dessert alla frutta sempre pronto o trasformarsi comunque in un veloce dessert con l'aggiunta di un crumble  o di briciole di pangoccioli come ho fatto io o farne dei fagottini con la pasta sfoglia....insomma basta la fantasia che sicuramente non vi manca.

I vasetti così preparati durano alcuni mesi.....può darsi che vadano anche oltre ma avendoli consumati con questi tempi, non so dirvi di più.
Nota - Ho una riserva che riguarda i pinoli, i quali si ammollano un po', quindi io consiglio di non metterli e inserirli al momento dell'uso.



Ingredienti per un paio di vasetti: 500 gr. di pere biologiche(o mele), 150 gr. più un cucchiaino di zucchero, (20 gr. di pinoli,) 20 gr. di uvetta passa, qualche pezzetto di cannella.

preparazione : lavare e tagliare a cubetti la frutta senza togliere la buccia, metterla a cuocere con qualche cucchiaio di acqua, la cannella e lo zucchero. Cuocete ma lasciate un po' al dente, togliete dal fuoco e aggiungere (i  pinoli tostati - vedi nota) e l'uvetta. Invasare in un barattolo di vetro sterilizzato, chiudere e capovolgere per far prendere il sottovuoto lasciando così a raffreddare.

La mia versione cocotte è composta da qualche cucchiaio della salsa sulla quale ho messo briciole di pangoccioli ricoperte da burro fuso addizionato di zucchero e infornato a dorare.

venerdì 25 marzo 2011

tortine alle carote al microonde




Altro esperimento al microonde, ho trovato questa ricetta nel web e dato che voglio finire le mie tre bustine di lievito per microonde ho scelto questa ricetta alle carote. In quanto al lievito per microonde ho letto gli ingredienti e a dir il vero non cambiano dal comune lievito, quindi non ho capito se è solo un espediente per vendere di più o se cambiano le quantità che però non è dato sapere. Tra l'altro proprio in questa ricetta si usa il lievito per dolci comune. Diciamo che qualcosa non torna, leggendo poi nelle faq del sito della pane degli angeli ho scoperto che si può usare il lievito per mco anche per forno normale, quindi........anche viceversa......morale della favola usate il lievito che vi trovate in casa ;-)


Comunque queste tortine cotte in tre minuti sono perfette, leggere, morbidissime e ben lievitate, io le ho farcite ricoprendone  una con del semplice cioccolato bianco fuso e l'altra con della gelatina d'uva fragola spolverizzandole poi una volta freddate, tutte e due con il cioccolato bianco grattugiato.


Ingredienti per 5 tortine: 75 gr. di carote, 50 gr. di mandorle (o nocciole) tritate, 2 uova, 50 gr. di zucchero, 30 gr. fecola (o 50 gr. di farina), 1 cucchiaino da the di lievito per microonde, un cucchiaino da the di olio di semi, la buccia grattugiata di un limone (io l'ho omessa)  
NOTA -  Se volete fare una torta dalle dimensioni classiche non fate altro che raddoppiare le dosi per tutti gli ingredienti tranne per le uova che dovranno essere tre anzichè due.

Preparazione: montare a neve le chiare, a parte amalgamare tuorli e zucchero per poi aggiungervi gli albumi e di seguito le carote, le mandorle, il limone grattugiato, la farina setacciata, il lievito ed il cucchiaino di olio. Versare nelle formine di silicone fino a metà e infornare a 750 watt per 3 minuti. 




mercoledì 23 marzo 2011

Agoni di lago alla piastra con cipolline


Della mia spesa a Km 0 fatta un giorno in una breve escursione al  meraviglioso lago di Garda di cui vi avevo parlato nel post degli agoni al profumo di mandarino, fanno parte questi pesci che ho preparato in due modi, e questa ricetta è appunto il secondo modo. Una maniera semplice, leggera e saporita.


Fare la cottura alla piastra  in casa con il pesce non mi attira molto per il fatto dell'odore forte che poi rimane, ma ultimamente e son già due volte che lo faccio, ho provato questo metodo usando la carta alluminio per foderare la piastra così anche la piastra stessa non tratterrà odori e ultimo ma non meno importante, una volta tolto l'alluminio vi troverete la piastra pulita.

Magari la cosa non vi è nuova, ma se per caso non ci avevate ancora pensato come la sottoscritta, provateci...è un trucchetto per facilitarsi la vita ^____^


Ingredienti per 2 : 4 agoni, un mazzetto di prezzemolo, uno spicchietto piccolo d'aglio, un cucchiaio di capperi sotto sale, il succo di mezzo limone, 1 cucchiaino di senape, sale se serve, pepe e olio.

Preparazione : prendete un foglio d'alluminio lungo tre volte la grandezza della vostra bistecchiera e piegatene due parti lasciando la terza libera che ripiegata servirà da coperchio, accendete il fuoco e lasciate che si riscaldi bene la bistecchiera. Come accennavo più su, eviterete così che vi rimanga l'odore di pesce sulla piastra dato che secondo me il pesce ha un sapore più forte dei crostacei o dei molluschi, e a me da fastidio.

Una volta calda, appoggiatevi le sarde e coprite lasciando 7 / 8 minuti poi rigiratele delicatamente e lasciatele per altrettanti minuti ( perderanno la loro pelle e ve le troverete così già pronte spellate). Preparate un emulsione con mezza tazza da the di olio, succo di limone, prezzemolo e aglio tritati finemente, pepe, sale e poi aggiungete i capperi. Trasferite le sarde in un piatto e condite con l'emulsione.

Li ho accompagnati con delle favolose cipolline!!

Queste cipolline sono veloci ma veramente gustose, ve le consiglio.....il mio consiglio ha un motivo in più per essere preso in considerazione dato che di solito io non mangio cipolle se non quelle sottaceto (e in confidenza raramente e solo quelle della peperlizia)



Ingredienti : 1/2 kg. circa di cipolline, 25 gr. di burro, 2 cucchiaini di zucchero, (io ho usato quello di canna ) 2 cucchiaini scarsi di masala, sale.

Gli ingredienti del masala sono: Coriandolo, Curcuma, Cumino, Semi di senape, Anice, Semi di finocchio, Peperoncino, Alloro, Foglie di curry, eventualmente cannella. 

Preparazione : scaldate il burro in una padella grande e unite le cipolline rigirando in modo che tutte si ungano, versate lo zucchero e il masala per verdure, aggiungete acqua tanta quanta ne serve per ricoprire a metà le cipolline. Coprite e lasciate cuocere per 15 minuti, togliete il coperchio regolate di sale e continuate fino a completa cottura lasciando ben caramellare. 

lunedì 21 marzo 2011

pangoccioli all'arancia



Mettiamo le mani in pasta, che secondo me è il modo per avere delle belle soddisfazioni, ho preso questaricetta dal libro di Sara Papa - tutta la bontà del pane - se amate la colazione o la merenda dolce, ma di un dolce appena accennato e dal sapore delle "cose" fatte in casa questi pan-mattino, come li chiama lei, sono da fare!    
Oggi è ufficialmente primavera, il cielo è limpido e si notano i primi alberi in fiore..... un tè fiorito per festeggiarla ci sta giusto bene ^____^

Ingredienti : 600 gr. di farina, 350 gr. di succo d'arancia (3 o 4 arance) la scorza d'arancia grattugiata, 100 gr. circa di gocce di cioccolato fondente tenute per 1/2 ora in freezer, 40 gr. di miele, 12 gr. di lievito di birra o 150 di pasta madre, 50 gr. di burro, 10 gr. di sale 2 piccoli tuorli, qualche cucchiaio di latte e zucchero semolato.

Preparazione: impastate la farina con il succo d'arancia tiepido, aggiungete il miele e il lievito, per ultimo il burro e la scorza d'arancia. Lavorate e unite mano mano le gocce di cioccolato. formate una palla copritela con la pellicola e mettetela a lievitare fino all'incirca il suo raddoppio. Rompete poi l'impasto per formare delle palline di 60 - 70 gr. e spennellatele con i tuorli sbattuti con il latte e rimettete a lievitare per altri 30 minuti. Ripassate di nuovo con i tuorli e spolverate con lo zucchero. Infornate a 200 gradi per 30 minuti o fino a quando si siano bruniti. 

venerdì 18 marzo 2011

grissini fondenti al pepe rosa

Un modo per usare gli albumi che stazionano in attesa di trovare dove infilarsi potrebbe essere questa alternativa che vira al salato e si presta per un aperitivo. L'idea l'ho presa da meringhe dolci e salate un libricino simpatico che offre spunti su come usare gli albumi in modo originale. Ho comunque usato la metà dello zucchero richiesto, pensando che se dovevano essere salati era meglio che ce ne fosse il meno possibile. L'autrice dice che per ottenere una buona meringa ne occorre 50 grammi per ogni albume, e che lo zucchero serve a rendere il composto più fermo ma le uova sono piccole, medie e grandi quindi è un peso comunque variabile.  In certe ricette comunque ne riduce la quantità, e questa è una di quelle e io ho ridotto ancora. 


Non sono espertissima in fatto di meringhe, le faccio raramente
proprio per il fatto che sono per me, troppo dolci.
Quindi ho fatto finta di non aver letto questo paragrafo dove si
parla dello zucchero e ho dimezzato la dose ......anzi ero tentata
di non metterlo proprio.....e il prossimo albume salato che metterò
in cantiere credo che lo farò senza. Buoni,  appena li  metterete in
bocca si fonderanno sul vostro palato e per questo anche questa
ricetta la porto da Sara per il suo simpatico contest.


Ingredienti : 2 albumi, 30 gr. di zucchero, tre pizzichi di sale, uno o due  cucchiaini di bacche di pepe rosa, ( nella ricetta pepe nero) 80 gr. ( nella ricetta 120) di formaggio reggiano a julienne o grattugiato. 
Preparazione : preriscaldare il forno a 100 gradi, e preparare la leccarda rivestita di un foglio di carta forno.
Il pepe è una bacca dura ricoperta da una sfoglia rossa friabile, quindi prima sbriciolate questa sfoglia con le dita mettendo da parte le bacche. 
Di quest'ultime io ne ho usato la metà e dopo averle tostate qualche minuto, le ho sistemate tra due fogli di pellicola e le ho schiacciate con il batticarne, e successivamente tritate ancora un po' con il coltello.

Montare gli albumi fino a quando formano dei picchi sodi, aggiungere continuando a sbattere, lo zucchero un cucchiaio alla volta incorporandolo bene, aggiungere poi il sale e il pepe tritato finissimo. 
Una volta che gli albumi sono belli gonfi e sodi sistemateli in una saccapoche  con la bocchetta liscia e formate dei grissini direttamente sulla teglia rivestita, lasciando uno spazio di circa 3 cm. tra l'uno e l'altro. 

Cuocere per 20 minuti  e poi togliere dal forno senza spegnerlo, cospargere i grissini di formaggio e infornare di nuovo per altri 30 minuti, ma se volete che il formaggio dori allora anche un po' di più. 
Io la prossima volta però li voglio spolverare già da subito, dato che quando si tolgono dal forno si è già formata la crosticina e il formaggio non attecchisce un granché.
Lasciate raffreddare prima di toglierli dalla teglia e eventualmente aiutatevi con una spatola per passarci sotto delicatamente.

mercoledì 16 marzo 2011

cime di rapa al crumble di pane


Stavolta mi ci son messa d'impegno, ho fatto un fiocco al tovagliolo così ogni volta che mi mettevo a tavola mi ricordavo che i trattori più famosi della blogosfera hanno messo in piedi una raccolta originale che ricorda i vecchi alfabeti di una volta dove ogni iniziale del nome di una serie di immagini formano appunto l'alfabeto e hanno così pensato di dare il via all'abbecedario gastronomico, nel quale invece delle immagini vi sono le ricette con ogni iniziale corrispondente ad un genere gastronomico e dato  che le prime due lettere mi sono "scappate" la terza l'ho così fermata e messa in opera.
La lettera in questione è la C come crumble, e io ne ho fato uno un po' anomalo a dir il vero, usando il pane e altri ingredienti che non sono propriamente quelli che si usano solitamente, ma crumble significa briciole e qui di briciole, anche se condite in una mia maniera estemporanea, ce ne sono!! 

Ingredienti per 1cocotte : una grossa manciata di cime di rapa o altre erbette già cotte, pinoli quanti ne volete, un pezzo di caciotta, un cucchiaino di senape, un cucchiaio di panna acida, un pezzetto di aglio, tre cucchiai di olio, sale e pepe q.b.

Preparazione : sbollentare le cime dopo averle mondate e lavate e tagliarle in piccoli pezzi, tostare i pinoli  aggiungervi l'olio con un trito fine di aglio e far rosolare un minuto. 
Mettere ad insaporire in questo trito le cime per qualche minuto e solo alla fine mettete una parte di caciotta in tocchetti, spegnere quindi il fuoco e rigirare. 
Intanto mettere il pane e la rimanente caciotta nel frullatore e azionare a intermittenza un paio di volte tanto da ottenere delle briciolone. 

Preparare un'emulsione con 1 cucchiaio di olio, 1 cucchiaio di panna acida, 1 cucchiaino di senape e versarvi le briciole, rigirarle facendo in modo che tutte siano inumidite bene eventualmente aggiungere un goccio d'olio. Accendere il grill.
Mettere la verdura in una cocotte per forno e ricoprirla con il pane condito, lasciare sotto il grill ma non troppo sotto, per pochissimi minuti o finchè il pane sia dorato.


domenica 13 marzo 2011

plumcake ai kiwi e variazioni sul tema


Avevo voglia di un dolce per la colazione e ho pensato ad un plumcake con i kiwi che mi hanno regalato in abbondanza, di solito quando faccio i dolci a meno che non siano per ospiti, io dimezzo le dosi per non trovarmi a mangiare per troppi giorni lo stesso dolce e mangiarlo a forza per non buttarlo, ma questa volta senza pensarci ho seguito le dosi della ricetta e di conseguenza mi son ritrovata a pensare come finirlo.

Ho deciso per delle varianti sul tema tagliando due fette spesse a cui ho ritagliato i contorni ( che comunque mi son mangiata, mica si butta ehh) ricavando poi dei cubi che ho ricoperto con una glassa veloce......non so nemmeno se si può definire così, ma io volevo una cosa lì per lì, quindi è bastato prendere dei cubotti di cioccolato bianco alle nocciole, romperlo grossolanamente  fonderlo e spalmarlo sopra, decorare con una fettina di kiwi essiccato arrivatomi con la cassetta della verdura  ( a dir il vero quest'ultimo non è che mi abbia entusiasmato molto) oppure decorare con altra frutta.

L'altra parte poi l'ho tagliata a fettine sottili e messe nel forno preriscaldato a 100 gradi, lasciato per circa un'ora o comunque fino a quando si è ben biscottato, ottenendo così delle sfoglie di biscotti croccanti che io ho spalmato con crema di nocciole, in questa versione è piaciuto anche di più.

Ingredienti : 250 gr. di kiwi, 150 di farina 00 + 150 gr. di farina integrale, ( nulla vieta di usare 300 gr di farina uguale)  50 gr. di zucchero scuro integrale + 70 gr. di fruttosio* ( potete usare da 150 a 200 gr. di zucchero semolato ), 2 uova, 150 gr. di panna acida, 1 bustina di lievito.

* il fruttosio dolcifica di più dello zucchero quindi ho diminuito il peso totale dello zucchero che era di 200 gr. ma io in genere dato che non mi piacciono i dolci troppo dolci ne tolgo sempre, voi fate a vostro piacimento.

Con questa ricetta partecipo al WHB 275 ospitato 
da Libera del blog accanto al caminoma fondato 
da Kalyn e ora organizzato da Haalo  per l'edizione 
straniera e dBri, per l'edizione italiana. 


**Weekend  Herbal Blogging, ovvero raccolta settimanale di ricette con erbe, fiori, frutta e verdure.
Questo è un evento che va avanti ogni settimana dal 2005.
Kalyn di Kalyn’s Kitchen la fondatrice, dice che nato un po’ per caso.
Lei voleva participare a Sweetnicks, un evento settimanale dove si postano foto dei propri cani e gatti.
Lei che non aveva ne uno ne l’altro, ha pensato di postare le foto delle sue piante….è così è iniziato…**



Preparazione : sbattere le uova con lo zucchero e renderle spumose, pelare e frullare i kiwi con la panna acida. Versare le uova amalgamandole delicatamente con i frutti, poi un po' alla volta versare anche la farina setacciata con il lievito, rigirare e versare nello stampo infornare per 40 minuti a 180 gradi.


venerdì 11 marzo 2011

Agoni, l'argento del lago agli aromi e mandarino

Domenica è stata una bellissima giornata di sole, decisamente una giornata di primavera e per approffitarne ci siamo recati al lago di garda dove accecati piacevolmente dal suo specchio di acqua abbiamo pranzato e passeggiato, qualche giorno prima però io ero andata a bermi un caffè da Alda che abita sul lago, conosciuta attraverso il blog anche se lei non ne ha uno. Un giorno fortunato dato che c'era il mercato di paese in cui curiosare, passeggiando le chiedo se lì in paese ci fosse anche una pescheria, - una pescheria no, ma sei fortunata guarda, mi dice indicandomi un  pescatore appena tornato dalla pesca....andiamo a vedere cosa ha pescato. Il pescatore stava pulendo dei bellissimi agoni, che vengono chiamati anche sarde di lago, ma le dimensioni sono maggiori delle sarde di mare e hanno una polpa bella soda e compatta. Ho  pensato che fare la spesa a km 0 e mangiare del pesce appena pescato era una bella combinazione, quindi ne prendo una decina abbondante e la sera decido di prepararne alcuni con una semplice  impanatura al profumo di mandarino. Una volta impiattato basterà togliere la lisca centrale, ai lati ve ne sono pochissime, ma comunque fare sempre attenzione!  Gli altri alla prossima ricetta.

Con questa ricetta partecipo al WHB 274 ospitato da Kris ma
fondato da Kalyn e ora organizzato da Haalo  per l'edizione straniera e dBri, per l'edizione italiana. 






Ingredienti per 2 : 6 / 8 agoni di lago, un mazzetto di prezzemolo, uno spicchio d'aglio, due foglioline di salvia, due steli di barbine di finocchio, due cime di foglioline di sedano, un cucchiaino di polvere di mandarino, due cucchiai di pane raffermo grattugiato, pepe sale e olio.


Preparazione : tritate tutti gli aromi e fatene un composto con il pane, emulsionate a parte l'olio il pepe il sale e un cucchiaino di essenza di mandarino. Adagiate le sarde in una teglia foderata con carta forno, spennellate le sarde con questa emulsione, aggiungetene un cucchiaio al trito e mescolate bene salando e pepando.
Sistemate un po' del composto all'interno delle sarde, e ricopritele con il resto. Preriscaldate il forno a 200 gradi e infornate ricoprendo con alluminio per 20 minuti, poi togliete dal forno e scoprite, rimettete così scoperte per altri 10 minuti.

martedì 8 marzo 2011

sbrisolona veronese


foto presa nel web
Caduto nel dimenticatoio questo post è magicamente ricomparso, e questo è il dolce che ho portato un sabato sera alla cena di una allegra combriccola a casa di amici dove il piatto forte erano i "bigoli al torcolo" un piatto tipico veronese (spaghetti grossi e di pasta all'uovo) bigoli fatti a mano usando un aggeggio detto torcolo che vedete qui a destra (sul quale ci si siede e si gira appunto un torchio per far scendere la pasta) e io per restare nella tradizione locale ho pensato di portare la sbrisolona.





La ricetta partecipa al simpatico contest di Sara

La sbrisolona veronese, il cui nome deriva da brise (traduci briciole) è un dolce tipico che già dal nome fa intuire che non è dolce da fare a fette, infatti per servirsi si da un colpetto con il pugno al centro e le grosse briciole che ne usciranno saranno le porzioni a cui attingere, è un dolce che ha un parente molto simile nel mantovano, dal quale però si distingue per non usare uova e strutto e lo si accompagna sempre con un altro prodotto tipico veronese che è il recioto di Soave o della Valpolicella dopodichè vi sentirete in pace con il mondo intero......e visto che siamo in tema di tradizioni veronesi vi lascio con un proverbio tipico che la dice lunga sul piacere del buon bere  da queste parti
 A ci no ghe piase el vin, che'l Signor ghe toga anca l'aqua  -  ^______^



Ingredienti per 6 persone
100 gr. di farina
100 gr. di fioretto di mais, macinata molto fine
120 gr. di burro a temperatura ambiente
100 gr. di zucchero di canna bianco
100 gr. di mandorle con pellicina, io avevo da finire delle noci brasiliane, e ho usato quelle.
la scorza grattugiata di un piccolo limone
1 bicchierino di brandy, o grappa, ma non indispensabile.


Preparazione
Tritare una manciata di noci brasiliane con un terzo dello zucchero, e tagliare grossolanamente le altre.
Versare tutti gli ingredienti in una terrina e impastare con le punte delle dita finché si ottiene un composto "bricioloso".
Prendere le "briciole" e versarle nella tortiera.
Smuovere la tortiera per sistemare e premere leggermente con le punta delle mani per compattare l'insieme. La torta sarà alta circa due centimetri.
Infornare a 180° per 45 minuti circa.
Non togliere dalla tortiera fino a quando si sarà raffreddata altrimenti si rompe.

venerdì 4 marzo 2011

spaghettoni al cacio pepe e pere



Che mi piace usare la frutta nei piatti salati qualcuno lo sa già altri forse un po' meno, ma ne ho una piccola raccolta, quindi quando mi è arrivato l'invito da Ramona a partecipare al suo contest - frutta in tavola - lei probabilmente non lo sapeva ma sfondava una porta aperta, e per l'occasione ho rielaborato un primo piatto che io non ho mai mangiato ma che quando mi è capitato di vederlo mi ripromettevo sempre  di fare, parlo della pasta cacio e pepe e partendo da questa pasta ho rielaborato la ricetta abbastanza semplicemente ottenendo un primo rustico e corposo usando degli spaghettoni all'uovo dalla consistenza grezza con l'aggiunta di pancetta e pere. Un buon piatto che vi farà arrivare alla cena senza brontolii di stomaco, garantito!!!

Ingredienti : pancetta fresca, una pera piccola matura ma soda, cacio, pepe, spaghettoni rustici, vino bianco. Le dosi esatte le decidete voi a seconda della fame ^_____^

Preparazione : Mettere l'acqua a bollire per gli spaghettoni, tagliare a piccoli cubetti la pancetta e metterla a rosolare lentamente fino a che abbia sciolto bene la parte grassa e reso croccante la parte magra, nel frattempo pelare la pera e tagliarla a sua volta a cubetti. Una volta pronta la pancetta toglierla dal tegame e versarvi la pera alzando il fuoco in modo che rosoli per qualche minuto fino a quando si dora, ma facendola rimanere al dente, sfumare con un po' di vino bianco e regolare di sale. Aggiungere la pancetta e lasciare per pochi minuti perchè i sapori si uniscano. Grattugiate il cacio, scolate la pasta conditela con il sugo ottenuto e una bella spolverata di cacio e pepe macinato fresco, io ho usato quello di sichuan e quindi ho dato anche un aroma leggermente limonato,  una volta impiattato aggiungerete ancora una spolverata di cacio e pepe con filo d'olio per finire.


martedì 1 marzo 2011

dado di carne fatto in casa


Ho visto nel web varie ricette di dado vegetale fatto in casa, ma a me prudeva di più fare quello di carne, dato che un brodo vegetale è anche molto semplice veloce da ottenersi, basta un pezzetto di sedano, cipolla e carota e il gioco è fatto, ma quello di carne invece non è che che ci mettiamo a fare il brodo con un pezzetto di carne qualsiasi e che lo otteniamo in mezz'ora.

Nelle varie incursioni in libreria un giorno ho fatto caso ad un libro dal titolo accattivante - FATTO IN CASA - dandogli una lunga sfogliata ho deciso che era il caso di accasarlo e dargli un giusto spazio nella mia libreria gastronomica.

Ovviamente quello che ha dato il colpo di grazia alla mia convinzione sul fatto che dovevo adottarlo è stato proprio la ricetta del dado di carne fatto in casa, ma ve ne sono molte altre di interessanti.
Dopo qualche giorno ho messo subito in cantiere la ricetta che in quel momento tenevo di più eseguire, ovviamente il dado di carne!

Il procedimento non è affatto difficile, richiede solo un po' di tempo, così come descritta nel libro occorre un pomeriggio fra la cottura e l'asciugatura del prodotto, ma io dato che ho variato un po' i tempi descritti sul libro ho terminato di eseguirla il giorno successivo, questo non vuol  dire che siete tutte queste ore impegnate, ma che i tempi di asciugatura si dilungheranno un po' di più.

Ingredienti : 500 gr. di carne di manzo con una leggera vena di grasso macinata tre volte dal vostro macellaio, 500 gr. di sale grosso che non dovrà avere particolarmente granelli grossi altrimenti poi rimarranno dei pezzi nel composto e 500 gr.di verdure tra cipolle, sedano, carote, prezzemolo, porri o altre a piacere, io ho usato due cipolle medie, un piccolo porro, due carote, un bel ciuffo di foglie di sedano, un ciuffetto di barbine di finocchio e un mazzetto di prezzemolo.

Preparazione : mondate e tritate tutte le verdure, mettetele con la carne in una casseruola antiaderente e fate stufare senza coperchio e a fiamma moderata fino a quando avranno espulso tutto il loro liquido, mescolando ogni tanto con un cucchiaio di legno. Ci vorrà circa un'ora.
Quando il composto risulterà asciutto, lo vedrete anche dal fondo della casseruola dove non ci sarà liquido, aggiungete il sale grosso e continuate a cuocere dato che il sale farà espellere ancora acqua e lasciate ancora una volta fino a che si asciugherà il fondo della casseruola.
Togliete dal fuoco e frullate tutto finemente il più possibile, coprite una leccarda con carta forno e distribuitevi sopra il composto livellandolo con il dorso di un cucchiaio che bagnerete spesso per lisciare meglio e dargli una forma squadrata.


Accendete il forno ventilato a 80 gradi e infornate per un'ora e mezza, poi spegnete e lasciate raffreddare all'interno del forno....


A questo punto la ricetta finiva e si passava a sistemare nei contenitori.........ma dato che io ho iniziato nel pomeriggio ho lasciato freddare all'interno del forno, dalla sera al mattino successivo, dopodiché il tutto può essere tagliato a cubetti, o eventualmente sbriciolato o tutti e due come preferite.

Io invece, il mattino successivo ho tolto dal forno e dopo aver tagliato 3 parti del composto in dadi ho sbriciolato l'altra parte, riacceso il forno ventilato a 80 gradi e rimesso a seccare per altri 45 minuti circa.

Una volta spento ho lasciato di nuovo raffreddare, e me ne sono uscita a passeggio ;-)) nel pomeriggio ho ripreso il composto e volendo il granulato fino fino l'ho passato al frullatore ottenendo così una polvere di preparato di carne come quella che vedete più giù nella foto, mentre i cubetti li ho sistemati in un contenitore tenendoli separati tra loro e intervallandoli con fogli di carta forno, chiusi e ibernati ;-)
Il vasetto di granulato e alcuni dei cubetti li ho conservati invece in frigo, pronti all'uso.
La quantità  che io uso per ottenere una fondina di brodo è all'incirca di un cucchiaino colmo, a seconda della sapidità preferita.


Conservazione : sul libro dice in frigo per non più di una settimana, i dadi congelati invece si possono prendere al bisogno, direttamente dal freezer, ma io ho aspettato a postare proprio per controllare la cosa e tenuti in un contenitore di vetro chiuso, ora è passato un mese e vi confermo che quel che è rimasto sia del granulato che dei dadi si mantiene ancora benissimo. D'altra parte penso che proprio la quantità del sale usata sia il conservante naturale per mantenerli.

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